Vaccini e autoimmunità

La questione dei vaccini continua a rimanere costantemente al centro dell’attenzione e a rappresentare un motivo di divisione e spaccatura. E se c’è una figura che in questo confronto non finisce nell’indifferenza è quella del medico israeliano Yehuda Shoenfeld. Già noto nel settore per il suo studio The Mosaic of Autoimmunity, Autoantibodies, Diagnostic Criteria in Autoimmune Diseases, Infection and Autoimmunity, Cancer and Autoimmunity, in un recente articolo pubblicato su Pharmacological Research non solo mette in dubbio l’efficacia dei vaccini, ma mette in guardia dagli effetti negativi per l’organismo di una loro somministrazione.

Più precisamente, “da una parte, i vaccini prevengono le infezioni che possono scatenare autoimmunità. Dall’altra parte, molti studi che riportano autoimmunità post-vaccinale suggeriscono fortemente che i vaccini possano, essi stessi, causare autoimmunità”. Insieme ad Alessandra Soriano del dipartimento di Medicina clinica e reumatologia del Campus Bio-Medico dell’Università di Roma e Gideon Nesher dell’Università di Gerusalemme, evidenzia la presenza di quattro categorie di persone più a rischio di sviluppare malattie autoimmuni a seguito di vaccinazione: “Le malattie autoimmuni che possono insorgere dopo vaccinazione includono artrite, lupus, diabete mellito, trombocitopenia, vasculite, dermatomiosite, sindrome di Guillain-Barre syndrome e demielinizzazione”.

Quasi tutti i tipi di vaccini sono stati associati a una nuova sindrome denomina Asia, ovvero Sindrome infammatoria autoimmune indotta da adiuvanti. In questa sigla sono raggruppate malattie immuno-mediate attivate da uno stimolo da adiuvanti come l’esposizione cronica al silicone, al tetramethylpentadecane, al pristano, all’alluminio e altri adiuvanti, nonché componenti infettive che possono anche avere un effetto adiuvante. Secondo Shoenfeld, i vaccini contenenti virus vivi, come varicella, febbre gialla, morbillo, parotite e rosolia, sono “in genere controindicati” per il rischio di “replicazione virale incontrollata”.

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