Autore Laura Ruggeri :: 11 Settembre 2015

Gli scarti della produzione di olio d’oliva possono essere riciclati per estrarre i polifenoli, sostanze preziose ad azione antiossidante dalle multiformi applicazioni

Sostanze preziose dagli scarti delle produzione di olio d'oliva

Dal riciclo degli scarti derivanti dalla produzione dell’olio d’oliva si possono ottenere i polifenoli, sostanze preziose prive di effetti collaterali, utilizzate in diversi campi. Si tratta di composti organici con potere antiossidante, che favoriscono l’eliminazione dei radicali liberi.

I polifenoli, in particolare l’idrossitirosolo e il verbascoside, hanno svariati utilizzi: possono essere impiegati in campo medico, come trattamento di prevenzione a malattie correlate con l’infiammazione e lo stress ossidativo. Sono impiegate anche in campo cosmetico, per prevenire l’invecchiamento cutaneo causato dai radicali liberi.

Il Cnr e il il Politecnico di Lisbona hanno svolto in collaborazione uno studio che riguarda proprio queste preziose sostanze. Nell’ambito della ricerca, sono state esposte le tecnologie di estrazione, le applicazioni e le valenze chimiche e biochimiche dei polifenoli. Tra gli autori della ricerca, Rosa Ciriminna del Cnr ha spiegato come i polifenoli abbiano svariate applicazioni trasversali al mondo della medicina, dell’industria dei cosmetici, degli integratori alimentari.

In questa maniera, uno scarto quale ad esempio la sansa che deriva dalla macinazione delle olive per la produzione dell’olio, può essere riciclato e rivalutato. Dunque, un prodotto terminale, che di norma andrebbe trattato come un rifiuto, può invece rivelarsi una risorsa, in quanto miniera di sostanze preziose che possono essere valorizzate attraverso l’estrazione e un impiego mirato.

Più in generale, gli scarti agricoli, attraverso tecnologie intelligenti e lungimiranti, potranno essere impiegati per l’estrazione di piccoli tesori molecolari dalle multiformi applicazioni.

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