Autore Laura Ruggeri :: 8 Settembre 2015

Internet alimentato da energie rinnovabili? Il sogno di un ecologista appisolatosi su un prato? No, una realtà in divenire. Greenpeace stila una classifica che riguarda le maggiori multinazionali del digitale

Uso delle energie rinnovabili tra le multinazionali digitali

Greenpeace ha stilato una classifica delle principali compagnie che lavorano col web, mostrando sempre più che Internet può colorarsi di verde. L’obiettivo è quello di fare in modo che le fonti di energia rinnovabile alimentino le crescenti rischieste delle multinazionali digitali. Infatti, la stessa associazione ecologista ha rilevato, secondo dati del 2011, che se le multinazionali digitali costituissero uno stato, rappresenterebbero il sesto maggiore consumatore di energia del pianeta.

Ciò è dovuto al sempre maggiore utilizzo da parte degli utenti di servizi in streaming, come ad esempio i video, e a un incremento della connessione via web.

Appunto per questa crescente diffusione e richiesta di servizi Internet, l‘inquinamento relativo all’uso delle fonti convenzionali di energia potrebbe aumentare. Va a questo punto fatta una scelta intelligente, quella ecosostenibile, mirata alla salvaguardia del benessere della natura. Ma un ostacolo a ciò, deriva da Paesi, come Taiwan, e da Stati, come la Virginia o il North Carolina, dove le compagnie che posseggono il monopolio del settore web si rifiutano di passare all’eolico o al solare.

Ma passiamo alla classifica. Qual è la compagnia che ha più a cuore le sorti del nostro pianeta Terra?

Al primo posto svetta fiera la Apple: si stima che questa potrà garantire per un altro anno l’impiego di energia pulita per alimentare al 100% il suo cloud.
A seguire troviamo Yahoo, Facebook e Google, che impiegano l’energia rinnovabile al 73%, 49%, 46%, rispettivamente.
Fanalino di coda di questa classifica è Amazon. Questa compagnia, nonostante le tante promesse di conversione al green, non è stata chiara circa le fonti di approvigionamento energetico. Vero è che essa sta costruendo molte nuove sedi in Virginia dove è prevalente (98%) l’uso di fonti energetiche inquinanti, come il carbone.

Greenpeace auspica che le multinazionali del settore digitale si impegnino a raggiungere l’obiettivo di sostenere le loro attività attraverso un 100% di fonti rinnovabili, per incrementare la sostenibilità del loro lavoro. Inoltre, fondamentale è la chiarezza dei dati che le compagnie devono fornire circa il loro operato e le sorgenti di approvvigionamento energetico, per correttezza e rispetto nei confronti di clienti e finanziatori.

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