Autore Redazione :: 21 Dicembre 2015

La Francia, leader mondiale dell’energia atomica, deve fare i conti con la crisi delle due compagnie nazionali Areva e EDF

energia nucleare

Il nucleare europeo, che vede in Francia il suo cuore pulsante, sembra aver intrapreso una importante fase di declino in seguito alla mancata costruzione del nuovo reattore in Finlandia, ai problemi tecnici presentati da alcune centrali già in funzione e a gravi problemi finanziari. In particolare, il governo francese detiene l’85% delle due più importanti società nucleari dell’intero Paese: la prima è Areva, che sviluppa i progetti dei reattori, l’altra è Électricité de France (EDF) che li costruisce e ne esegue la manutenzione.

Se i loro problemi finanziari potrebbero essere risolti con aste e fusioni, ce ne sono altri che restano forse meno superabili. Il progetto di punta delle due società, il reattore pressurizzato europeo (EPR), invocato come il reattore più potente al mondo, è presente con due prototipi in costruzione in Finlandia e in Francia. Entrambi della potenza annunciata di 1.650 megawatt, i due reattori sono in ritardo di anni rispetto alla prevista messa in funzione (e non ci sono ancora segnali di completamento) e le spese hanno superato di miliardi quanto preventivato in bilancio.

Il governo finlandese, inizialmente entusiasmato da questi progetti, è molto spazientito con Areva e la compagnia elettrica nazionale TVO ha annullato i piani di costruzione di un secondo reattore: tutto questo perché il reattore di Olkiluoto (i cui lavori iniziarono nel 2005) doveva essere completato nel 2009, ma oggi le previsioni più ottimistiche parlano del 2018. Il reattore francese di Flamanville è anch’esso in forte ritardo e fanno preoccupare le sue caratteristiche tecniche, in particolare la qualità dell’acciaio del serbatoio di pressurizzazione; il rischio di parziale smantellamento non è così remoto.

Questo stato di cose influisce anche sull’appeal d’esportazione delle due società francesi che stanno subendo da anni perdite di miliardi di dollari. Il governo di Parigi, infatti, sta pensando di fondere le due compagnie e di acquisirle definitivamente con una nuova offerta pubblica d’acquisto. Per l’Eliseo, percepito come il leader mondiale del nucleare, è anche una questione d’orgoglio, visto che il 75% dell’energia elettrica del Paese è fornito dai 58 reattori presenti sul territorio. Dalla soluzione di queste criticità dipende anche la riuscita dei nuovi accordi di vendita col governo britannico che, dopo le elezioni di poche settimane fa, starebbe pensando di costuire un EPR “francese” che possa fornire il 14% del fabbisogno energetico del Regno Unito.
 

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