Autore Laura Ruggeri :: 27 Ottobre 2015

Fertilizzanti biologici a partire dagli esoscheletri di crostacei e insetti

Fertilizzanti biologici a partire dagli esoscheletri di crostacei e insetti

È stato sviluppata in Germania una nuova strategia per creare un fertilizzante al 100% di origine biologica, in quanto prodotto a partire dagli esoscheletri di artropodi, come insetti e crostacei. Questo permetterà ai suoli di riacquisire sostanze nutrienti perdute a causa dell'eccessivo sfruttamento del terreno.

Si tratta di un prodotto organico, dunque conforme agli standard dell'agricoltura biologica, che potrà essere impiegato senza il pericolo di inquinare l'ambiente, poiché totalmente biodegradabile. Inoltre, si presta a essere usato senza incorrere a evaporazione o lisciviazione.

La scoperta arriva dal Centro di Biotecnologie vegetali e Genomica, dove i ricercatori hanno fatto ricorso a polimeri biologici naturali come la chitina, costituente essenziale degli esoscheletri di crostacei e insetti. Queste categorie di animali appartengono al phylum artropodi, caratterizzati dalla presenza di uno scheletro esterno a protezione del corpo.

I vantaggi derivanti dall'uso di questo particolare biofertilizzante sono relativi a un minore costo economico che può essere inferiore fino al 10% rispetto a un altro di fattura convenzionale. Testato sul suolo, ha portato a un incremento del 10% del contenuto di azoto e carbonio nel suolo, favorendo la crescita di numerosi vegetali.

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