Autore Laura Ruggeri :: 26 Novembre 2015

In Italia è in fase di arresto l'utilizzo delle energie rinnovabili, è quanto dichiara Legambiente che lancia l'allarme

Fermo il settore delle rinnovabili in Italia: Legambiente lancia l'allarme

Legambiente ha recentemente pubblicato un dossier dal titolo “Stop alle rinnovabili in Italia”, per denunciare un calo della diffusione degli impianti di energia rinnovabile: fotovoltaico ed eolico sono stati accantonati e sempre meno impianti sono stati installati lungo il territorio nazionale.

Si tratta invece di un'opportunità da cogliere, spiega Legambiente, per smorzare la dipendenza dalle importazioni di energia da Nazioni estere che utilizzano fonti non pulite, come quelle fossili. Inoltre, il risparmio è consistente: l'energia rinnovabile è stata in grado di coprire il 40% del fabbisogno energetico nel 2014. Sotto accusa vi è la riduzione dei fondi e degli incentivi governativi negli ultimi anni: dal 2013 infatti il fotovoltaico non è stato più aiutato dallo Stato per la sua diffusione.

Ma perché sono stati chiusi i rubinetti dei fondi alle energie rinnovabili?

Da un lato, vi sono state le contestazioni circa l'incremento delle bollette della luce proprio a seguito degli incentivi. Ma Legambiente afferma che sì un rincaro c'è stato, ma quello dovuto all'implementazione delle rinnovabili è solo del +14,7%, a fronte di un +52% complessivo.

Dall'altro, il successo delle rinnovabili ha messo in crisi i vecchi sistemi di produzione di energia elettrica, portando alla chiusura di decine di antiquate e inquinanti centrali termoelettriche. Così il Governo piuttosto che abbracciare il nuovo, ha preferito dare retta alle logiche stantie di gruppi vecchi ma ancora forti e ancora incentrati sul fossile.

Questa politica regressiva di certo non si addice a uno Stato come l'Italia, che sarà tra i protagonisti della prossima Conferenza sul Clima di Parigi. Il summit vedrà impegnate 150 delegazioni governative per la creazione di un nuovo protocollo, sulla scia di quello di Kyoto del lontano 1997. Per sua parte l'Italia dovrà presentare un piano per la riduzione del 40% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario tagliare i fondi al fossile e spostarli sulle rinnovabili.

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