Autore Laura Ruggeri :: 18 Agosto 2015

Arriva da Harvard, in collaborazione col MIT, la messa a punto di una strategia alternativa per combattere le infezioni batteriche ed evitare l’uso di antibiotici

Fagemidi, una sperimentale alternativa all'uso degli antibiotici

Data la diffusione di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, riuscire a debellare le infezioni batteriche è sempre più difficile. Così i ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, in collaborazione con l’Università di Harvard, hanno messo a punto un’alternativa all’uso degli antibiotici, per trattare le infezioni batteriche.

In natura, esistono particolari virus, chiamati batteriofagi. Come dice la parola stessa, i batteriofagi sono virus che si nutrono di batteri, infettandoli e uccidendoli al termine del loro ciclo litico. Sulla base di questo spunto, gentilmente offerto da madre natura, i ricercatori hanno elaborato una tecnologia basata sull’utilizzo di particelle virali, chiamate fagemidi. Questi sono capaci di produrre tossine letali per i batteri.

A differenza dei batteriofagi, queste particelle, di raffinata fattura laboratoriale, non causano la rottura delle cellule batteriche, evenienza che può portare a seri danni alla salute dell’uomo. Dunque, l’auspicio è l’utilizzo dei fagemidi nel trattamento delle infezioni batteriche, in alternativa all’uso degli antibiotici. Il vantaggio risiede nel ridurre il crescente numero di resistenze ai farmaci, che i batteri nel tempo sono in grado di sviluppare.

Ma come funzionano i fagemidi?
Questi infettano le cellule batteriche, iniettando al loro interno una piccola molecola di DNA, chiamata plasmide. Quest’ultimo dentro la cellula batterica permette la produzione di proteine, che indurranno la morte del batterio, senza la consueta lisi cellulare. L’azione di queste particelle virali create in laboratorio sarà mirata a specifiche specie batteriche, il che permetterà un loro impiego target nella terapie infettive.

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