Autore Laura Ruggeri :: 2 Novembre 2015

È allarme per la presenza di arsenico nel riso negli Stati Uniti. I rischi per la salute sono alti

L'arsenico in natura

L'arsenico, sostanza presente naturalmente nell'ambiente, può diffondersi nel terreno ed essere assorbito dalle piante e da lì giungere alle pietanze da mangiare. La pericolosità di questa sostanza sta nel fatto che un'esposizione cronica porta a una maggiore incidenza di cancro e patologie cardiovascolari. L'arsenico è presente nell'aria, nell'acqua, nel suolo e anche in particolari pesticidi.

Ma perché proprio il riso è il maggiore serbatoio di accumulo di questo elemento? La pianta di riso è particolarmente efficiente nell'assorbimento dell'arsenico contenuto nell'acqua. Questo finisce nel chicco; si ha una maggiore assunzione di arsenico se il riso è consumato in forma integrale.

In realtà, ancora non sono stati pubblicati studi scientifici a correlazione dell'arsenico con l'aumento del rischio di patologie oncologiche o cardiache. Dunque, negli Stati Uniti non vi è ancora un limite imposto dalla legge sulle concentrazioni soglia di questo elemento negli alimenti.

A confondere ulteriormente le idee, alcuni ricercatori della Harvard University hanno correlato l'assunzione di riso integrale a una protezione dal diabete di tipo 2, grazie al suo apporto di minerali e fibre. Che i benefici possano essere superiori ai rischi?

Una soluzione che medi la questione potrebbe essere quella di consumare riso integrale proveniente dalla California, dall'India o dal Pakistan, in quanto a minor contenuto di arsenico. Altra opzione è quella di risciacquare il riso più volte prima della cottura e bollirlo in un volume maggiore d'acqua per favorire l'eliminazione dell'elemento incriminato.

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