Autore Laura Ruggeri :: 25 Novembre 2015

L'ortoressia è l'ossessione per il cibo sano. La ricerca costante di una impossibile perfezione etica e salutista nell'alimentazione che però sfocia nell'insano

Quando il cibo sano diventa ossessione: l'ortoressia

Il primo a parlare di ortoressia fu il dietologo Steven Bratman nel 1997, riferendo di un nuovo disturbo alimentare caratterizzato dall'ossessione per il cibo sano. Il termine ortoressia deriva dalla parola greca “orthos” che vuol dire “giusto” e “orexis” che vuol dire “appetito”. Quindi il significato letterale è “giusto appetito”, ossia la scelta maniacale di mangiare solo i cibi giusti, quelli reputati sani. Si tratta di una patologia, dove è applicato un controllo totale sull'assunzione del cibo, a discapito della propria stessa salute. Sembra un paradosso, ma l'ossessione per il cibo sano portata agli estremi può avere esiti insani, ripercuotendosi negativamente sulla salute, con un concreto rischio di malnutrizione.

Mentre nell'anoressia e nella bulimia è presente l'ossessione per le quantità di cibo assunte, nella ortoressia è la qualità ad essere il chiodo fisso del paziente. La persona colpita da questo disturbo dedica molte ore delle giornata a stabilire cosa mangiare e cosa no: ad esempio, tutto deve essere organico o crudo; non vi deve essere traccia di grassi; non deve contenere alcun alimento di origine animale, etc...

Il disturbo non riguarda solo la sfera alimentare ma si estende, coinvolgendo anche la vita sociale della persona. Questa, infatti, finisce per smettere di frequentare persone che hanno idee alimentari diverse dalle sue. Le cene al ristorante diventano impossibili e foriere di ansia per l'impossibilità di controllare la “purezza” di ogni ingrediente dalla pietanza ordinata. Nel momento in cui viene commesso un errore, perché si è mangiato un cibo che non si doveva, il senso di colpa è enorme e comporterà contromisure punitive, come il digiuno per mondare l'organismo dalla più piccola traccia di cibo non sano ingerito, spiega Bratman.

È stato creato una sorta di questionario per provare a comprendere quanto si è ossessionati dal cibo sano. Si tratta di una serie di domande, a cui si può rispondere con un sì o con un no. Ogni risposta affermativa corrisponde a un punto. Alla fine, più punti si hanno, più si è ossessionati dal cibo e quindi maggiore è la probabilità di avere questo disturbo alimentare. La diagnosi certa di ortoressia spetta in ogni caso al medico.

1. Spendete più di tre ore al giorno pensando alla vostra alimentazione sana?
2. Programmate in anticipo cosa mangiare nei giorni seguenti?
3. Non badate al piacere nel mangiare, ma solo al fatto che sia sano?
4. Seguendo i vostri schemi alimentari, la qualità della vostra vita è diminuita?
5. Siete sempre più rigidi e restrittivi nella scelta di cosa mangiare?
6. Non mangiate più quegli alimenti che un tempo vi piacevano?
7. Il vostro senso di autostima aumenta ogni volta che mangiate un alimento sano, mentre deprecate coloro che non lo fanno?
8. Vi sentite in colpa o disgustati da voi stessi, se commettete qualche errore nella dieta?
9. Il vostro regime alimentare vi sta isolando dal mondo.
10. Quando riuscite a seguire lo schema alimentare imposto, sentite un soddisfacente senso di controllo?

La terapia per trattare questo disturbo è basata sull'aiuto da parte di più professionisti, quali il medico, lo psicologo e il dietologo.

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