Autore Redazione :: 15 Dicembre 2015

Vi sono abitudini all'apparenza innocue che possono trasformarsi in vere e proprie dipendenze, trappole cui la mente torna sempre

La dipendenza che non ti aspetti

Può capitare di non riuscire a staccarsi da una certa attività, di averne bisogno in maniera disperata per tranquillizzarsi: dietro questi comportamenti può celarsi una dipendenza. Come per le droghe, che danno un benessere chimico, artificiale e devastante, così certe abitudini possono assumere i connotati di una dipendenza. Vediamo le più tipiche.

Il caffè
C'è chi non riesce a iniziare la giornata senza il caffè e ha bisogno di un costante richiamo di caffeina ogni paio d'ore, altrimenti non riesce ad andare avanti.

Dolciumi
La fame di caramelle, cioccolati e dolci capita a tutti. Ma a volte diviene incontrollabile e non si riesce a fermare. Ciò accade perché gli zuccheri influenzano il nostro cervello, in maniera simile alle droghe.

Shopping
Comprare compulsivamente oggetti che non servono può nascondere un problema di ansia o di mancanza di controllo. Infatti, l'acquisto di un capo di abbigliamento o di un oggetto che ci piace, determina il rilascio di un neurotrasmettitore che si chiama dopamina, associato ai meccanismi di soddisfazione gratificazione. L'acquisto compulsivo a poco a poco può sfuggire di mano e divenire una vera e propria dipendenza.

Giochi d'azzardo
Questo tipo di dipendenza rientra nell'ambito delle ludopatie, le malattie da gioco, dalle slot machine al poker da tavolo. Anche in questo caso è coinvolta chimicamente la dopamina. La persona coinvolta entra in un vortice a ripetizione di puntata, emozione, perdita, delusione per poi ricominciare da capo.

Chirurgia plastica
Si può essere ossessionati anche dal proprio corpo e dai suoi immancabili difetti. Questo pensiero fisso e senso di insoddisfazione può portare a ricorrere alla chirurgia più e più volte nel tentativo di correggere ciò che non piace.

Social Media
La dipendenza dai social network è un fenomeno emergente ma in aumento. Capita in questi casi di passare tante ore su Facebook o su Twitter. I meccanismi alla base di ciò si collegano al piacere della condivisione di immagini e post: ciò crea aspettativa, emozioni positive, senso di gratificazione e illusione di appartenenza a una comunità. Da qui può scattare la dipendenza.

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