Autore Laura Ruggeri :: 19 Novembre 2015

Un esercizio aerobico supervisionato da esperti professionisti porta a benefici per lo stato di salute delle persone con insufficienza cardiaca. Ma la mancanza di adeguati sovvenzionamenti ostacola la ripresa di questi pazienti

L'esercizio fisico porta benefici a persone con insufficienza cardiaca

Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Circulation: Heart Failure rivela che negli Stati Uniti alcuni ostacoli burocratici impediscono a pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca di praticare gli esercizi fisici necessari per la loro riabilitazione, con la dovuta costanza.

L'insufficienza cardiaca è una condizione di mal funzionamento del muscolo del cuore, che non riesce a pompare efficacemente il sangue nelle arterie. Per questo motivo, il sangue tende a ristagnare. Tra le cause vi sono ripetuti insulti al miocardio, il tessuto muscolare cardiaco, e una costante ipertensione alle coronarie, i vasi che portano nutrienti e ossigeno al cuore stesso.

Nella ricerca si evince come la mancanza di sostegno da parte degli enti di assistenza implica il non completo espletamento del programma di recupero.

Sono stati osservati più di 2.000 pazienti con insufficienza cardiaca. I partecipanti dovevano svolgere un determinato programma di esercizi nell'arco di tre mesi, seguiti da un anno di esercizi da fare in autonomia. Durante le indagini, le persone analizzate dovevano rispondere a un questionario circa la percezione del sostegno sociale ricevuto.

Alla fine del periodo di osservazione, è emerso che le persone meno sostenute erano più rinunciatarie e svolgevano in media un'ora di esercizio fisico a settimana, contro le due ore di coloro che erano sostenuti.

Da qui è emersa la necessità di interventi sociali maggiori a sostegno dei pazienti, poiché l'esercizio mirato può contribuire molto alla gestione di questa condizione patologica, evitando complicazioni e morte.

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