Autore Redazione :: 22 Novembre 2015

Secondo uno studio scozzese, l’uso prolungato dell’analgesico potrebbe ripercuotersi in modo permanente sull’apparato genitale dei maschietti

paracetamolo e feto

Il paracetamolo, popolarissimo antidolorifico, se assunto durante la gravidanza potrebbe avere effetti permanenti sulla salute dei nascituri (in particolare su maschi). L’allerta è stata rinnovata da alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo, preoccupati dal fatto che nel Regno Unito via sia un certo distacco e indifferenza rispetto a questa tematica.

Rimettendo in evidenza i potenziali pericoli del farmaco, gli studiosi hanno invitato le “future mamme” a pensarci due volte prima di assumerlo e, se inevitabile, farlo su stretto controllo medico nelle dosi più basse possibili per il periodo di tempo più breve possibile. I rischi per il nascituro, infatti, andrebbero dall’infertilità al cancro. Il paracetamolo è il farmaco analgesico più diffuso al mondo e il suo uso è comunemente ritenuto innocuo durante la gravidanza. La realtà è che già numerosi studi hanno dimostrato che esso è in grado di interferire, già nell’utero, con il corretto sviluppo dell’apparato genitale dei maschi.

Se qualcosa va storto nel programma di assunzione, il paracetamolo potrebbe avere effetti permanenti sul neonato: il rischio di anomalie genitali, infertilità o, in ultima analisi, cancro ai testicoli sembra essere molto alto. Il fulcro dello studio dei ricercatori scozzesi è stata l’analisi sul testosterone. Nelle sperimentazioni, l’ormone è stato iniettato in alcuni esemplari di topi cui in seguito è stato propinato del paracetamolo. In base ai risultati della ricerca, l’assunzione dell’analgesico per un solo giorno non ha portato cambiamenti significativi nel livello di testosterone. L’assunzione di paracetamolo prolungata per una settimana (per 3 volte al giorno) ha però abbattuto i valori dell’ormone.

Gli autori della ricerca hanno voluto rassicurare le donne, affermando che non si tratta di allarmismo. Per i feti di sesso femminile, l’assunzione di paracetamolo non avrebbe alcun impatto. Il Royal College of Paediatrics and Child Health e il The Royal College of Obstetricians and Gynaecologists hanno confermato tutto: per brevi periodi e per placare febbri potenzialmente pericolose, il paracetamolo va ancora bene. Ma per periodi prolungati, va assolutamente evitato.

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