Autore Redazione :: 10 Novembre 2015

Numerosi studi evidenziano l'esistenza di una correlazione tra l'ingestione di fluoruro, una nota neurotossina, e danni a carico dei neuroni del sistema nervoso

Fluoruro e neuroni: i potenziali danni di una neurotossina a livello del sistema nervoso

Il fluoruro è una neurotossina che provoca diversi danni a livello del sistema nervoso. Ma di cosa si tratta? Quali sono i rischi che derivano da un'eccessiva ingestione? Il fluoruro rappresenta l'anione dell'elemento chimico fluoro; è capace di legare diversi minerali formando sali. È presente nel suolo e nell'acqua in piccola concentrazione. Si ritrova anche nel dentifricio, cui è aggiunto, per favorire la prevenzione della carie.

The Lancet, celebre rivista medica, ha raccomandato l'inserimento del fluoruro nella categoria delle neurotossine, insieme a arsenico, piombo, mercurio e toluene. In particolar modo il fluoruro esplica il suo effetto neurotossico nelle fasi di sviluppo del cervello, quindi nei bambini, con rischi che riguardano dislessia, autismo e ritardo mentale.

Non solo, il fluoruro porta a un maggiore rischio di Alzheimer. Nel 1970, fu condotta una serie di indagini autoptiche su pazienti affetti da questo morbo: nei loro cervelli, fu riscontrata una concentrazione superiore al normale di alluminio, un elemento chimico neurotossico. Nel sistema nervoso centrale è presente la cosiddetta barriera emato-encefalica, un sistema di protezione e di filtraggio selettivo nei confronti delle sostanze che giungono dal circolo ematico nel cervello; non tutte le sostanze riescono a oltrepassare questa barriera: molte sono trattenute per evitare danni al tessuto cerebrale. L'alluminio non può attraversare la barriera emato-encefalica. E allora come è possibile il suo riscontro nei cervelli di pazienti con l'Alzheimer? È possibile perché quando l'alluminio si lega al fluoruro, formando il fluoruro di alluminio, questo riesce ad attraversare la barriera, causando danni al cervello. Queste lesioni riguardano nello specifico l'ippocampo, sede dei processi di apprendimento e memoria, e il cervelletto, organo deputato alla coordinazione motoria.

Il fluoruro è associato anche all'aumento del rischio di ipotiroidismo. Lo iodio è elemento importante per la costituzione degli ormoni tiroidei. Se è presente il fluoro, questo scalza lo iodio dai sistemi di trasporto cellulari della tiroide. Lo iodio così non è più assimilato dalle cellule di questa ghiandola, portando a un deficit di sintesi degli ormoni T3 e T4. Anche questa carenza si riflette sul cervello, in quanto l'ipotiroidismo può portare a depressione, ansia e perdita di memoria.

Per evitare un'eccessiva assunzione di fluoro conviene acquistare dentifrici che ne sono privi e consumare acqua che non contenga fluoro o che riporti nell'etichetta la presenza di questo elemento in bassissima concentrazione.

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