Autore Laura Ruggeri :: 5 Novembre 2015

La costipazione può essere davvero fastidiosa. Vediamo insieme come funziona il nostro apparato digerente e cosa non va quando si soffre di stitichezza

Costipazione: cosa non va?

Quali sono le cause della costipazione? Cosa non funziona per il verso giusto? Ci sono persone dotate di un intestino 'svizzero', abituato a compiere il suo ruolo con puntualità giornaliera. Per altri, invece, bisogna aspettare, avere pazienza e nel frattempo ci si sente gonfi e un po' a disagio.

Ma come funziona il processo che dall'ingestione del cibo porta all'espulsione delle feci?

Bocca. inizialmente il cibo viene masticato in bocca e mescolato con la amilasi salivare, la quale esercita una prima digestione dei carboidrati negli ingesti. Si crea il bolo.

Stomaco. Ciò che si è mangiato viene disgregato in piccolissime particelle. I succhi gastrici sono acidi e contengono un enzima, la pepsina, che comincia a digerire le proteine. A questo livello il bolo diviene chimo.

Intestino tenue. Grazie agli enzimi provenienti dal pancreas e alla bile che proviene dal fegato, viene completato il processo di digestione di tutte le classi di composti chimici presenti. Comincia a questo livello anche l'assorbimento dei nutrienti, quali amminoacidi, lipidi, acqua, ioni e vitamine.

Intestino crasso. Arriva a questo livello una massa liquida formata da batteri, fibre e grassi indigeriti e muco. Viene assorbita l'acqua e gli ioni presenti, trasformando il chimo in materia fecale più solida.

Retto. La massa fecale passa poi nel retto, accumulandosi nell'ampolla rettale. Appena questa si riempe, un segnale informa il cervello della necessità di andare in bagno.

Ano. Durante l'evacuazione, vengono contratti i muscoli addominali e quelli rettali. Di contro sono rilassati i muscoli dello sfintere anale.

L'intero processo richiede dalle 24 alle 72 ore.

Tra le cause di costipazione potrebbero esserci:
1. Una difficoltà dei muscoli della parete intestinale a far progredire il bolo alimentare lungo tutta la lunghezza dell'apparato digerente.
2. Oppure a livello del colon potrebbe essere assorbita troppa acqua, il che renderebbe le feci molto secche e dure, più difficili da espellere.
3. Altra causa potrebbe risiedere nei muscoli rettali e nello sfintere anale, che non riuscirebbero a rilassarsi a dovere rendendo difficoltosa l'evacuazione.

Anche alcune patologie possono portare a stitichezza cronica, come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson o anche i disturbi emorroidali.

Nel caso di stitichezza occasionale, la causa più comune è molto spesso lo stress. Durante i periodi di tensione, vengono prodotte sostanze che interagendo con i recettori della parete intestinale, ne rendono difficoltosa la motilità. Infatti lo stress causa una maggiore stimolazione del sistema nervoso simpatico, il quale rallenta i movimenti peristaltici dell'intestino, rallentando il transito del chimo e conducendo a stitichezza.

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