Autore Laura Ruggeri :: 26 Novembre 2015

Esiste una stretta correlazione tra lo stato di salute dell'intestino e l'eventuale insorgenza di malattie mentali, quali la depressione. Vediamo le ultime scoperte in merito

Le correlazioni tra salute dell'intestino e salute mentale

La salute mentale è influenzata anche da un corretto funzionamento dell'apparato digerente. Numerose ricerche hanno trovato l'esistenza di una correlazione tra cervello e intestino. A fare da ponte tra questi due sistemi sarebbe la flora batterica intestinale.

Il nostro intestino è popolato da migliaia di batteri, un numero che è sorprendentemente 10 volte superiore a quello delle cellule che compongono il nostro organismo. Le funzioni svolte da questa flora commensale sono complesse e variegate. L'attività metabolica che svolgono è tale che questo sistema di batteri sembra costituire una sorta di organo virtuale.

La crescente consapevolezza circa l'importanza di questo microbiota (insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino) ha fatto crescere l'importanza dei probiotici. Questi sono microrganismi vivi, assunti con gli alimenti che riescono a raggiungere l'intestino del soggetto con un beneficio alla salute dell'ospite. L'interesse per i probiotici è divenuto negli anni sempre più mainstream: ogni giorno numerosi spot pubblicitari non fanno altro che ricordarci di rinvigorire, rimpolpare la nostra flora batterica, pegno improvvisi mal di pancia nei momenti più inopportuni.

Vero è che il nostro benessere dipende in gran parte dallo stato di salute del nostro intestino. Ma quali sono le funzioni che svolgono i batteri colonizzatori del nostro intestino?

Produzione di nutrienti importanti come la vitamina B, la vitamina K, la biotina e l'acido folico.

Protezione da infezioni da parte di specie batteriche patogene

Potenziamento del sistema immunitario

Ma c'è di più, molto di più. Secondo le ultime ricerche esisterebbe un asse microbiota-intestino-cervello, per cui con un meccanismo a feedback il cervello modulerebbe le funzioni dell'apparato digerente, che a sua volta risponderebbe, attraverso sostanze prodotte dai batteri che lo colonizzano. Questi composti chimici rilasciati dalla flora batterica hanno il carattere di sostanze neuroattive capaci di agire sul cervello. Le vie di comunicazione tra il microbiota e il sistema nervoso centrale non sono del tutto comprese, ma si pensa includano la via neuronale, umorale (cioè attraverso il circolo sanguigno) e immunitaria.

La scoperta dell'esistenza di questo asse apre la strada a nuovi possibili approcci terapeutici per i disturbi mentali. È stato trovato che i batteri intestinali producono dopamina e serotonina, regolando l'appetito e la sensazione di sazietà. Questo ritrovamento crea un importante ponte tra la psichiatria classica, la gastroenterologia e la microbiologia, aprendo a un lungo filone di interessanti ricerche trasversali. Uno studio ha dimostrato che pazienti, sottoposti a un trattamento con prebiotici (il 'nutrimento' dei probiotici), soffrivano meno di ansia e presentavano minori livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. La correlazione tra intestino e cervello è sempre più nota: lo stress della vita quotidiana influenza negativamente le funzioni digestive; viceversa, problemi all'apparato digerente possono portare a ansia e depressione.

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