Autore Laura Ruggeri :: 20 Novembre 2015

L'attore statunitense, Charlie Sheen, ha di recente dichiarato di essere sieropositivo all'HIV. Può il suo annuncio portare a una sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questo problema?

Charlie Sheen e HIV: il lato buono degli annunci sulla sieropositività

Charlie Sheen, attore statunitense, ha di recente dichiarato dalla trasmissione Today della NBC di essere sieropositivo per l'HIV. Che impatto può avere il suo annuncio sull'opinione pubblica? Durante l'intervista l'attore ha affermato: “Adesso sento addosso la responsabilità di migliorare me stesso e di aiutare le altre persone. Spero di dare un esempio e di spianare la strada e convincere le persone a fare il test”.

I primi sintomi della malattia per Sheen sono stati cefalea, forti emicranie e sudorazioni notturne. Così quattro anni fa ha deciso di fare il test scoprendo di essere infetto. Da allora ha pagato molte persone perché tacessero sulla sua condizione.

Ma qual è l'impatto di questa dichiarazione pubblica? E come è cambiato l'approccio terapeutico alla malattia?

Joel Gallant, esperto infettivologo e direttore medico presso il Southwest CARE Center in Santa Fe, ha dichiarato che in passato si sono già avute dichiarazioni pubbliche di celebrities circa la loro sieropositività. Basti ricordare Magic Johnson, uno dei più grandi giocatori di pallacanestro. Il suo annuncio destò scalpore, in quanto la modalità di contrazione del virus fu per rapporto eterosessuale. Fino a quel momento, nell'opinione pubblica era stato quello omosessuale il principale veicolo di infezione. Chiaramente il fatto che si potesse contrarre il virus anche in una relazione uomo-donna colpì l'attenzione delle masse, perché rendeva spaventosamente più vicine le possibilità di contagio.

Gli annunci dei VIP possono spingere più persone a fare il test. Oggi la prognosi della malattia è molto migliore rispetto al passato. Negli Stati Uniti, 1,2 milioni di persone sono infette. 1 persona su 8 non sa di essere stata contagiata. L'annuncio di Sheen può spingere le persone a fare il test e ciò è un bene. Oggi, continua Gallant, l'infezione da HIV è una delle malattie croniche più curabili, con trattamenti migliori persino di quelli per altre condizioni croniche, come il diabete, l'artrite reumatoide e l'insufficienza cardiaca congestizia. La terapia, infatti, è molto efficace e ha pochissimi effetti collaterali. Essere sieropositivi non deve fare più così paura come una volta. La conoscenza della propria condizione è fondamentale per cominciare la terapia e per evitare la diffusione del virus.

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