Autore Redazione :: 30 Novembre 2015

A suggerirlo è uno studio dedicato pubblicato sulla rivista medica “Gut”

Obesità e cancro

L’obesità, in particolar modo quella infantile ed adolescenziale, è un disturbo dell’alimentazione che nel mondo occidentale, ormai, sta raggiungendo livelli da epidemia e preoccupa scienziati e professionisti della salute. Un recente studio, inoltre, ha appena dimostrato che i teenager sovrappeso possono raddoppiare il rischio di essere affetti da cancro all’intestino una volta raggiunta l’età adulta.

La ricerca è stata pubblicata su Gut, autorevole giornale di medicina specializzato su temi riguardanti i diversi organi dell’apparato digerente, orientato alla gastroenterologia e su cui scrivono autorità del settore. Fra la popolazione maschile mondiale, la terza più comune forma di cancro è proprio quella che affligge l’intestino. L’obesità degli adulti è stata spesso associata all’aumento del rischio di sviluppo di metastasi nell’organo; tuttavia, si sa meno a proposito di come il peso corporeo possa essere influente in tal senso già durante la tarda adolescenza.

Per studiare questa correlazione, un team di ricercatori ha condotto uno studio più che trentennale su 240mila giovani svedesi che si sottoposero alle analisi mediche militari tra il 1969 e il 1976. A molti anni di distanza, nel 2010, il 12% di loro era sottopeso, l’80,5% normopeso, il 5% moderatamente sovrappeso, 1,5% fortemente sovrappeso e l’1% obeso. Fra loro, 885 persone hanno sviluppato un cancro all’intestino, di cui 384 erano casi di tumore al retto.

Coloro che nella tarda adolescenza erano stati indicati come sovrappeso (ossia con un indice di massa corporea compreso tra 27.5 e 30) hanno confermato un rischio di cancro duplice rispetto a chi era normopeso (indice di massa corporea 18.5-25). L’obesità (indice superiore a 30) nei giovani sviluppa un rischio superiore alla norma pari a 2.38 volte. La ricerca, insomma, secondo i ricercatori, richiede ulteriori conferme ma allo stato dell’arte le indicazioni sono queste: l’indice di massa corporea e gli alti valori di eritrociti possono giocare un ruolo importante nello sviluppo della malattia.

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