Autore Redazione :: 14 Dicembre 2015

La ong Food & Water Watch ha lanciato una massiccia campagna contro le “factory farm”

Un allevamento intensivo di galline

Negli ultimi 20 anni, negli Stati Uniti gli insediamenti e le produzioni industriali sono cresciuti in modo drastico e il peso che hanno all’interno del mercato alimentare è aumentato in modo drammatico: basti pensare ai piccoli produttori che sono stati prima marginalizzati e poi definitivamente schiantati, il tutto in detrimento dei consumatori.

In particolare, secondo lo studio “Factory Farm Nation: 2015 Edition” pubblicato da Food & Water Watch (organizzazione non governativa a tutela dei consumatori con base a Washington) le “factory farms” producono tanta “merda” (testuale) da poter riempire l’Empire State Building, uno dei grattacieli più famosi di New York. L’hashtag della campagna è, infatti, #LoadOfCrap.

Secondo lo studio, “negli ultimi venti anni le factory farm producono alimenti grazie ad allevamenti di migliaia di bovini, polli e suini stretti in confini innaturali e adottando pratiche che favoriscono il monopolio del mercato alimentare e il controllo delle abitudini nutritive dei consumatori che invece hanno dimostrato di volere tendere verso la tutela della propria salute e dell’ambiente preferendo cibi biologici e rifiutando gli OGM. Il declino dei profitti di McDonald's deve essere una testimonianza degna di non essere trascurata”.

Wenonah Hauter, il direttore esecutivo di Food & Water Watch, ha poi specificato: “Come ho già ampiamente documentato nel mio libro ‘Foodopoly’, i monopoli continuano (nonostante i consumatori rifiutino prodotti pompati con ormoni e antibiotici) a determinare il nostro sistema alimentare esercitando una sorta di potere incontrollato sulla vita delle famiglie americane e non solo. Questa condizione non è più tollerabile, visto che le farm creano enormi problemi di inquinamento ambientale, atmosferico e idrico; inoltre, cancellano dal mercato le produzioni indipendenti mettendo in circolo alimenti dannosi per la salute. Si è reso ormai assolutamente necessario un profondo intervento della politica”.

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