Autore Redazione :: 15 Maggio 2015

Il settore bio espande rapidamente la propria quota sul mercato alimentare. Le multinazionali dell’agricoltura industriale tentano di correre ai ripari

il bancone di un market americano riservato solo al cibo biologico

Per anni, l’intero sistema produttivo americano dell’agricoltura biologica ha vissuto una crescita costante: il segno “+” è spesso andato in doppia cifra ma questo trend è sempre stato snobbato poiché l’intero volume di affari rappresentava meno dell’1% del mercato dell’alimentazione. Questo stato di cose, però, sta per cambiare. I difensori dei metodi dell’agricoltura industriale continuano a sostenere che la quota di mercato dell’agricoltura biologica resta sempre marginale, ma questo assioma si rivela sempre meno rispondente alla realtà.

Oggi, le vendite dei prodotti da agricoltura biologica costituiscono almeno il 5% del totale e questo dato non rende ancora l’idea esaustiva di quanto sta avvenendo. Laura Batcha, direttore esecutivo della Organic Trade Association (organizzazione imprenditoriale nordamericana il cui scopo sociale è la promozione del consumo etico) ha chiarito meglio la situazione, con alcuni esempi molto concreti: l’analisi dei trend di vendita di alcuni singoli prodotti parlano di percentuali molto più elevate: “Le carote di produzione biologica costituiscono il 23% delle vendite; il cavolo addirittura il 50%”. Esiste ancora l’idea diffusa (erronea) che i prodotti da agricoltura biologica siano “roba da ricchi” e che questo sistema produttivo risulti “eccessivamente dispendioso” e “non in grado di provvedere al fabbisogno nutritivo del pianeta”.

I consumatori americani stanno gradualmente cambiando rotta, anche per i prodotti di derivazione animale: chi acquista carni rosse o pollame va sempre più alla ricerca di prodotti da allevamenti che non utilizzino metodi artificiali come l’utilizzo di ormoni, antibiotici e altre sostanze chimiche, incluse quelle a base di arsenico. Al mercato, i consumatori cercano sempre più prodotti con certificazioni “da agricoltura biologica” perché assumono sempre maggiore consapevolezza sui benefici indotti sulla salute fisica e sulla sostenibilità ambientale. La cosa più interessante di tutta questa tendenza è che i grandi gruppi dell’industria del cibo americana sembrano non volerla più sottovalutare; in molti (Elanco, Bayer, Monsanto) stanno raddoppiano gli investimenti nel settore della comunicazione per cercare di limitare le preoccupazioni dei consumatori sui rischi dell’agricoltura industriale in cui queste aziende sono coinvolte. Un segno che l’agricoltura biologica sta diventando sempre più forte.

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