Autore Laura Ruggeri :: 2 Settembre 2015

Gli ingredienti artificiali presenti nei prodotti della Taco Bell e di Pizza Hut verranno sostituiti con sostanze naturali: l’annuncio delle due compagnie porterà davvero a prodotti di maggiore qualità?

Svolta salutista o strategia di marketing per Pizza Hut e Taco Bell?

Le due compagnie di fast food, la Taco Bell e la Pizza Hut, hanno annunciato una conversione al naturale degli ingredienti nei loro prodotti. Tale passaggio avverrà entro la fine del 2015. Da questa data, molte sostanze artificiali, quali aromi, conservanti e altri additivi chimici, non saranno più impiegati. Al loro posto saranno utilizzate sostanze che i portavoce delle due compagnie definiscono ‘naturali’.

C’è da chiedersi se si tratti solo di una strategia pubblicitaria, ossia di una strizzatina d’occhio a un trend, fumoso ma attualmente molto in voga, quello salutista.

Il cliente, sebbene affamato e con una galoppante voglia di schifezze, oggi è più attento agli ingredienti presenti nella pietanza che sta per consumare: vuole sapere la percentuale di grassi contenuta; si interroga su quale tipo di olio è contenuto nel prodotto.

Su questa scia, i menu di Pizza Hut sono stati riveduti e corretti, attraverso l’eliminazione di numerosi additivi chimici artificiali. In questa maniera, la compagnia proverà a offrire al suo cliente la percezione di un prodotto più sano, senza che questo comporti la rinuncia al gusto che ormai conosce. Alcuni prodotti già in vendita negli store anticipano questa tendenza ‘salutista’: ad esempio è già in commercio una varietà di salsiccia 100% naturale o un tipo di polpette prive di coloranti artificiali, aromi e conservanti.

Ma questa conversione al ‘naturale’ renderà effettivamente gli alimenti venduti più sani? Di fatto, l’aggettivo ‘naturale’ non ha alcuna valenza nutrizionale specifica. Con questo termine, infatti, possono essere indicate anche sostanze nocive per l’organismo. Si tratterebbe di un termine nebuloso, usato per confondere il cliente. Questo avrebbe la percezione di mangiare un cibo più sano, senza che magari effettivamente lo sia.Tale tipo di strategia pubblicitaria potrebbe essere definita di greenwashing e consiste nella creazione di falsa immagine positiva nei confronti del rispetto dell’ambiente.

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