Autore Redazione :: 2 Novembre 2015

Una ricerca di mercato americana ha rivelato che i consumatori Usa non la pensano così

Una ricerca di mercato Mintel negli Stati Uniti ha rivelato che le giovani generazioni del terzo millennio sono fortemente critiche a riguardo dei prezzi dei cibi biologici. I cosiddetti rappresentanti della Generazione X, intervistati a campione, hanno rilasciato dichiarazioni come: “Non credo ci sia tutta questa differenza di qualità tale da giustificare prezzi del genere. Perché dovrei spendere il doppio o il triplo rispetto al cibo convenzionale? Credo che il mio organismo possa essere immune a qualsiasi cosa contenuta negli alimenti tradizionali”.

Le interviste hanno ravvisato inoltre un alto tasso di cinismo, considerato che solo il 40% del campione analizzato ritiene che il cibo indicato come “biologico” sia davvero “biologico”. In molti si sono detti convinti che marchi ed etichette di qualità siano solo una scusa per far lievitare i prezzi. Secondo Consumer Reports, il mensile dell’Unione dei Consumatori, i cibi e le bevande biologiche costano mediamente il 47% in più rispetto alle alternative tradizionali. In alcuni casi, il divario si allarga a dismisura fino a toccare picchi del 300%.

Il senso comune suggerisce che ciò per cui si paga è una dieta salutare che possa evitarci di assumere cibi trattati con pesticidi, prodotti di origine animale che non siano pompati di antibiotici e che abbiano superiori valori nutritivi. Lisa Herzig, professore associato dell’università californiana di Fresno, ha rilasciato dichiarazioni controcorrente: “Resta certo che i cibi biologici siano salutari e benefici dal punto di vista nutritivo, ma questo non giustifica prezzi così alti. Nei prodotti convenzionali il contenuto di pesticidi è superiori, ma non tale da attentare alla salute” Herzig ha poi aggiunto che, a suo parere, ciò che viene acquistato da chi compra organico a maggior prezzo è la soddisfazione emotiva di considerarsi su un percorso di miglioramento di se stessi e di tutela dell’ambiente.

Consumer Reports ha riferito che lo scorso anno circa il 60% dei consumatori fa caso alla dicitura “naturale” sull’etichetta dei prodotti che compra. Secondo la Food and Drug Administration, però, non esiste ancora una definizione e legale regolamentazione di “naturale”, “derivato da prodotti naturali”, “100% biologico”, “biologico” e “prodotto con ingredienti biologici”.

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