Autore Laura Ruggeri :: 23 Ottobre 2015

Una ricerca di mercato condotta dalla Nielsen evidenzia che il 66% dei consumatori nel mondo è disposto a pagare di più per prodotti ecosostenibili e biologici.

Ecosostenibile e biologico è meglio: una ricerca di mercato della Nielsen

La Nielsen Global Survey of Corporate Social Responsibility and Sustainability ha condotto una ricerca sul mercato globale: il 66% degli intervistati si è dichiarato propenso a spendere di più per prodotti ecosostenibili. Il campione di riferimento per lo studio contava 30.000 persone, residenti in 60 Paesi diversi. L'indagine fa riferimento anche all'Italia dove il 52% dei partecipanti al sondaggio è favorevole a pagare di più un prodotto che rispetta l'ambiente.

Il trend è in crescita, sia su scala globale che nel nostro bel Paese. Sempre più acquirenti considerano importante la tutela del patrimonio di fauna e flora del pianeta in cui viviamo. A conferma di ciò, si attesta nel 2015 una crescita del 4% del fatturato delle aziende green, attente alla sostenibilità ambientale.

La Nielsen evidenzia anche che gli individui tra i 15 e i 34 anni sono quelli più propensi a spendere di più, proprio in virtù di una più grande conoscenza e sensibilità rispetto alle tematiche ambientali. In particolare, in questa grande fascia d'età, possiamo distinguere:

1. I Millenials, di età compresa tra i 21 e i 34.
Il 73% di queste persone sceglie di spendere di più per prodotti a minor impatto sull'ambiente, con una crescita del 50% rispetto al 2014.

2. La generazione Z, tra i 15 e i 20.
Tra loro, il 72% spende di più per garantire un maggior rispetto della natura, riportando un incremento del 55% rispetto allo scorso anno.

Un altro dato emerso riguarda il portafoglio di quanti vorranno spendere di più per sostenere meglio. Ebbene, a dispetto di quanto si possa pensare, gli acquirenti abituali di prodotti eco-friendly sono prevalentemente coloro che guadagnano in un anno 20.000 dollari; questi, infatti, si assestano su un 68%. Tra i più benestanti con 50.000 dollari di guadagno annuale, solo il 63% sborsa di più per marchi a brand sostenibile.

La sensibilità verso le tematiche di tutela ambientale è sempre più diffusa, grazie all'informazione. A causa degli attuali cambiamenti climatici e di fenomeni atmosferici sempre più violenti, ogni consumatore si sente chiamato a una maggiore responsabilità. Di fatto, l'acquirente detiene il potere di scegliere cosa comprare e questo può essere determinante per i viraggi green delle politiche ambientaliste aziendali. L'amministratore delegato della Nielsen Italia, Giovanni Fantasia, ha dichiarato che il fregio della sostenibilità ambientale per le aziende è un requisito imprescindibile ed essenziale. Non si tratta soltanto di un valore aggiunto che aiuta le vendite, ma di un impegno sociale verso una corretta fidelizzazione del cliente nei confronti del brand.

Il biologico in Italia è in crescita e quest'anno nel solo mese di marzo si porta a casa un +14% rispetto al 2014. Il fatturato del mercato del biologico nel nostro Paese si aggira intorno agli 866 milioni di euro, con un'impennata di vendite di cibi integrali e privi di glutine o grassi.

Ma cosa spinge il consumatore a dirottare le sue escursioni al supermercato verso gli scaffali di brand a sostenibilità ambientale?
In Italia a ingolosire i consumatori del sostenibile è per il 61% la presenza di ingredienti biologici e freschi nei prodotti che acquista, mentre per il 53% sono determinanti i benefici alla salute.

Tra i fattori che influenzano la percezione della fiducia nel consumatore in Italia, vi sono:
l'impegno al rispetto ambientale per il 41%;
un packaging ecosostenibile per il 38%;
dedizione al sociale per il 33%;
riguardo nei confronti della società locale per il 31%.

Indubbiamente nella scelta, la fa da padrone la pubblicità. Infatti, se nell'annuncio vi sono contenuti che riguardano il rispetto per la natura, il 21% degli intervistati si è dichiarato più invogliato a una maggiore spesa.

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