Autore Redazione :: 25 Novembre 2015

Il consumo di tutti i tipi di carne è diminuito: da quella suina al pollame, dalla carne equina a quella bovina. È quanto dichiara la Confesercenti

Consumo di carne in calo

È diminuito il numero di acquirenti della carne, lo dichiara Confesercenti, una delle principali associazioni imprenditoriali italiane. Questa segna un riduzione dei consumi di pollame, carne suina e bovina. Il settore è in crisi; recentemente è stato sottoposto a un'altra dura prova, quella data dalle dichiarazioni dell'OMS circa la cancerogenicità delle carni lavorate.

Già nel 2014 l'Ismea, Istituto di Servizi del Mercato Agroalimentare, aveva registrato un -5,4% delle vendite di carne. Ottobre e novembre di quest'anno, secondo dati di Confesercenti, sono stati due mesi con valori di vendita tutti preceduti dal segno meno, a indicare il crollo delle vendite. Questo fenomeno è dovuto anche al perdurare della crisi economica.

Il settore che si mostra più sofferente è quello della carne equina, con un -30% dei consumi. Proprio gli operatori di questo settore chiedono l'aiuto del Ministero delle politiche agricole affinché vengano stanziati sostegni alle aziende in crisi. La richiesta è una campagna di valorizzazione della qualità dei prodotti 'made in Italy'. La carne italiana è buona e sana, affermano le aziende del settore, secondo le quali andrebbe promossa la salubrità della dieta mediterranea in cui il consumo di carne, entro certi limiti, è contemplato. Inoltre, per incentivare gli acquirenti al consumo di carne, Gian Paolo Angelotti, presidente di Fiesa, federazione di categoria che rappresenta e tutela gli interessi degli esercizi del settore alimentare, chiede al Ministero la creazione di sistemi efficienti di tracciabilità delle carni equine, per poter garantire al consumatore massima trasparenza su ogni fase della filiera di produzione.

Facebook Comments Box