Autore Redazione :: 21 Novembre 2015

Sulle etichette non c’è scritto tutto quanto necessario per operare le nostre scelte d’acquisto

Una volta davanti al banco e agli scaffali alimentari, ti ritiene un consumatore attento e oculato? Credi di poter trovare sulle etichette tutte le informazioni che stai cercando? Se è vero, come è vero, che concentrarsi sulla quantità di proteine, carboidrati, zuccheri e sodio è utile per una dieta sana, è anche necessario tenere presente che le industrie alimentari ci tengono nascoste molte altre cose di cui, in realtà, potremmo e dovremmo essere consapevoli. Purtroppo, però, queste non sono segnalate sulle etichette. Vediamo quali.

1. Gli oligopoli esistono ancora. Sebbene le apparenze sembrino diverse, la grandissima varietà di prodotti che vediamo sugli scaffali dei supermercati “appartiene” a un numero ristretto di grandissime società. Solo per i cereali, per esempio l’80% dei prodotti è detenuto da colossi come Kellogg, General Mills, Pepsi e pochi altri. La nostra possibilità di scelta è così molto ridotta, in molti casi i diversi prodotti possono essere lavorati anche nella medesima fabbrica.

2. Quante volte abbiamo scelto un prodotto piuttosto che un altro per via della dicitura “naturale” o “da grano intero”? Questi stratagemmi hanno la capacità di distrarci da alcune altre informazioni, come la quantità di sale, zuccheri o acidi grassi insaturi. Leggere le etichette è un compito che va imparato per bene: un trucco è sapere che gli ingredienti vengono elencati in ordine di quantità presente nel prodotto.

3. “Senza grassi” o “con pochi grassi” non significa necessariamente “più salutare”. Questo genere di prodotti può essere affetto da un aggiunta di sodio o di zuccheri che hanno la funzione di ingraziarsi le papille gustative. Inoltre, i grassi naturali tengono lontano il senso di fame e svolgono una funzione di prevenzione da disturbi cardiovascolari.

4. Molto importante è conoscere da quale azienda stiamo acquistando il nostro cibo. Le grandi multinazionali sanno essere vere e proprie macchine da propaganda in grado di manovrare il proprio potere di influenza per favorire la promozione favorevole della propria immagine.

5. Le catene di supermercati hanno un enorme impatto sulle nostre economie e sulle nostre comunità; secondo le statistiche il totale delle vendite di settore proviene per il 95% da catene. Gli impiegati, però, vengono pagati di meno e l’impatto positivo sul territorio è inferiore a quello dei negozi indipendenti. Questi ultimi rendono il contesto territoriale in cui si trovano un posto migliore dove vivere, creando un virtuoso circolo di spesa locale che produce reddito, investimenti e lavoro.

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