Autore Laura Ruggeri :: 10 Dicembre 2015

Denominatore comune delle malattie autoimmuni è una risposta anomala dell'organismo verso i propri tessuti e una importante infiammazione. Le conseguenze di quest'ultima possono essere trattate con la medicina funzionale

Malattie autoimmuni e infiammazione, un approccio della medicina funzionale

I sintomi delle malattie autoimmuni possono essere trattati attraverso la medicina funzionale che guarda all'insieme piuttosto che al particolare. Questa categoria di patologie è causata da un sistema immunitario che riconosce come estranei tessuti che invece appartengono allo stesso organismo. Fanno parte di questo gruppo, l'artrite reumatoide, il morbo di Crohn, la celiachia, etc...

Nei primi anni di vita di un soggetto, il sistema immunitario subisce una sorta di addestramento a riconoscere e distinguere il 'self 'dal 'non-self'. Per self (ossia proprio) si intendono tutte le cellule e le molecole che sono parte dell'organismo, con non self si intende tutto ciò che estraneo e potenzialmente nocivo. Nelle malattie autoimmuni, purtroppo vengono prodotti auto-anticorpi, ossia anticorpi rivolti contro le proprie strutture. Questo causa la distruzione di tessuti e organi con un corollario di svariati sintomi. La terapia farmacologica prevede l'impiego di farmaci che possano smorzare l'attacco immunitario contro il self, come gli steroidi. I FANS servono per alleviare la risposta infiammatoria.

Il dottor Mark Hyman riporta il caso di una bambina di 10 anni affetta da una malattia autoimmune che colpiva i suoi tessuti connettivi con una sintomatologia altamente debilitante e una qualità di vita ridotta ai minimi termini. La malattia fu classificata come incurabile, in quanto i farmaci immunosoppressori e quelli antinfiammatori su lei non avevano grande effetto. Il dottor Hyman racconta di aver preso in cura la paziente e di aver notato che molti sintomi dipendevano da un esteso stato infiammatorio. In seguito a questo, le è stata prescritta una dieta senza glutine, latte e zucchero e numerosi integratori a base di vitamina D, B12 e acido folico, volti a ridurre lo stato infiammatorio della paziente

In questo caso non è stata curata la malattia autoimmune, ma è stato trattato uno dei suoi sintomi, ossia l'infiammazione. Agendo su essa, smorzando la flogosi, molti sintomi debilitanti sono stati alleviati e la bambina ha visto migliorare di molto la sua qualità di vita.

Per questo caso clinico è stato usato un approccio che fa riferimento alla medicina funzionale, una tipologia di trattamento del paziente che mira a ripristinare l'equilibrio del corpo nel suo complesso, anziché concentrarsi su un unico organo.

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