Autore Redazione :: 28 Novembre 2015

Da anni si conosce una sostanza nota come vitamina B17 che eserciterebbe un'azione selettiva di distruzione delle cellule tumorali. Di che si tratta?

La vitamina B17 e i suoi effetti sulle cellule tumorali

Da anni sarebbe conosciuto un rimedio antitumorale, la cosiddetta vitamina B17. Questo composto deriva da una sostanza naturale, chiamata amigdalina, contenuta nei noccioli di pesca e albicocche e nelle mandorle amare prevalentemente. L'amigdalina è un glicoside cianogenetico, dalla cui idrolisi si ottengono quattro molecole: due di glucosio, una di acido cianidrico e una di benzaldeide. In particolare questi ultimi due composti sono tossici per le cellule.

L'amigdalina fu scoperta per la prima volta nella prima metà del XIX secolo. Nel 1950 il dottor Krebs riuscì a isolare il laetrile, una sostanza simile all'amigdalina, ma con una molecola di glucosio in meno. Il laetrile venne impropriamente chiamato vitamina B17, perché strutturalmente somigliante alla vitamina B. Se assunto con l'alimentazione, il laetrile viene assorbito dalle cellule dove è scisso in glucosio, cianuro e benzaldeide. Cianuro e benzaldeide sono due veleni molto tossici per tutte le cellule. Ma in quelle normali è presente un enzima che si chiama rodanese. Questo permette la conversione dei veleni in sostanze del tutto innocue, quali l'acido benzoico e tiocianati, rapidamente eliminati dalla cellula. Dall'altra parte però le cellule tumorali mancano dell'enzima rodanese, per cui benzaldeide e acido cianidrico rimangono intatti, portando a morte la cellula. In questa presenza o assenza dell'enzima rodanese si esplicherebbe l'azione antitumorale del laetrile.

Detta in questa maniera, sembrerebbe di aver trovato la cura per un male terribile, quale il cancro. Ma dal mondo della scienza arrivano notizie scoraggianti riguardo l'uso di questa sostanza, la quale avrebbe effetti tossici e mortali su chi ne fa un uso costante. È difficile talvolta districarsi tra le fitte trame in cui informazione scientifica reale, probabili interessi delle lobby delle case farmaceutiche e disperazione della gente si fonde in un mix che genera disinformazione. C'è chi urla al complotto, asserendo che le compagnie farmaceutiche non vogliono la divulgazione di una terapia come questa, altamente economica, tremendamente alla portata di tutti; il fiorente mercato dei farmaci antitumorali crollerebbe. Ma a chi credere a questo punto? Difficile a dirsi, vero è che in alcune cliniche messicane il laetrile è impiegato e in Italia il dottor Nacci, promotore di terapie antitumorali non convenzionali, ne consiglia l'assunzione controllata sotto stretta vigilanza medica.

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