La Depressione: un’epidemia in espansione

Perché la nostra società è così triste? Perché la maggior parte delle persone soffre di Depressione? Che cosa stiamo sbagliando?
La Depressione è una vera e propria malattia, non un semplice calo dell’umore, come molti la definiscono. Ti schiaccia verso il basso, lo dice la parola stessa “depressione”, premere verso il basso, portare giù.

La depressione è una crisi profonda che cambia il modo di vedere le cose. Niente ha più senso. Questo malessere oscuro ci sbarra la via e ci costringe a cambiare strada; bisogna solo scegliere se rimanere fermi o andare avanti!

Non è facile combatterla. Sbloccarsi da questa condizione vuol dire lasciarsi morire per rinascere dal di dentro.
Spesso questa malattia è scatenata da blocchi psicologici inconsci, passioni o emozioni trattenute, che non sono state sfogate al momento giusto.
Per poter intervenire in modo mirato, è necessario capire se il disturbo che colpisce la persona è effettivamente una condizione di depressione, o si tratta solamente di una lieve alterazione dell’umore, legata probabilmente alle difficoltà quotidiane.

Una persona può essere definita depressa se manifesta la maggior parte di questi sintomi:

  • Forte senso di tristezza
  • Perdita totale di interesse e piacere
  • Forte senso di colpa
  • Bassa autostima
  • Disturbi del sonno
  • Eccessivo affaticamento
  • Alterazioni dell’appetito
  • Scarsa capacità di concentrazione

Inoltre il soggetto tende ad essere depresso per un periodo di tempo variabile che può essere più o meno lungo, in base alla gravità della situazione. Un dato da non sottovalutare è che la depressione, oltre ad alterare la qualità della vita del soggetto, provoca un intenso dolore anche ai familiari e alle persone care che lo circondano. In questi casi rivolgersi ad uno Psicologo, fin dai primi sintomi, permette di non toccare il fondo!

4 Tipi di depressione

Esistono diversi tipi di depressione, in base ai sintomi e al tipo di causa scatenante. Vediamo le principali forme di depressione, riconosciute in Medicina:

  • Reattiva
  • Endogena
  • Mascherata
  • Bipolare

Quando si parla di depressione reattiva, le cause sono evidenti, perché legate principalmente ad un episodio doloroso, ad una perdita, ad un evento luttuoso, oppure ad un trauma emotivo. Questo tipo di depressione è caratterizzata da un forte senso di tristezza, a cui il soggetto partecipa attivamente ed in modo cosciente. La durata del disturbo dipende dal carattere della persona, può durare pochi giorni oppure cronicizzarsi nel tempo.
È la forma più diffusa e può essere curata anche senza ricorrere all’uso di psicofarmaci. Spesso affidarsi ad uno psicologo abilitato, è la scelta migliore da fare, per cambiare atteggiamento e modo di affrontare la vita.

Quando invece parliamo di depressione endogena, nata da cause interne all’individuo, l’origine va ricercata in alcune disfunzioni biochimiche, che sono responsabili dell’umore. La depressione endogena, in psichiatria, coincide con la cosiddetta “depressione maggiore”, caratterizzata da una sintomatologia molto più intensa, rispetto alla precedente.

Per questo, di solito, si tende a curare la depressione endogena con specifici psicofarmaci, in grado di aumentare la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina, che sono i 3 famosi ormoni dell’umore. Non sempre, però, questi medicinali sono necessari, anzi spesso possono essere solo causa di effetti indesiderati. Non dimentichiamo che il loro compito principale è quello di rialzare il tono dell’umore e non di curare il disturbo.
La vera guarigione si ha solo quando la persona depressa riesce a rialzarsi dalla propria tristezza, a riattivare le proprie energie e a trovare la strada giusta per rinascere dalle proprie ceneri interiori.

La depressione mascherata, invece, è la più subdola e pericolosa, perché non evidente. Si manifesta attraverso nausea, disturbi cardiocircolatori, problemi gastrointestinali, dolori muscolari etc.
Questi disturbi sono dei veri e propri campanelli di allarme di un malessere interiore, che non deve essere sottovalutato. Solitamente il soggetto con depressione mascherata presenta: la sfera dell’umore appiattita, un generale stato di apatia ed un forte senso di stanchezza.

Ed infine abbiamo la depressione bipolare, in cui la persona passa da stati di profonda tristezza (disforia) a stati di profonda gioia ed allegria. Tale alternanza può essere intervallata da momenti di benessere più o meno lunghi. È una malattia che logora interiormente la persona, lasciandola ogni volta in uno stato di forte confusione.

La depressione: il male oscuro del nostro secolo

Secondo i dati raccolti dall’OMS, circa 130 milioni di persone soffrono di depressione, con una percentuale maggiore nei Paesi con il più alto reddito pro-capite (Francia, Paesi Bassi, Stati Uniti). Secondo i ricercatori, nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia a livello mondiale, subito dopo i disturbi cardiovascolari.
La depressione può colpire a qualsiasi età, dall’infanzia all’età senile. Nella maggior parte delle persone compare mediamente tra i 20 ed i 25 anni e tra i 40-50 anni. Dopo i 65 anni può essere provocata da cambiamenti di ruolo sociale e familiare.

Le donne soffrono di depressione con maggiore frequenza rispetto agli uomini. Ancora non sono ben chiare le ragioni di tale incidenza. Secondo alcuni ricercatori statunitensi, le donne sarebbero più predisposte biologicamente a tale disturbo. Infatti l’uomo, grazie al testosterone, risulta più immune alla depressione.

Inoltre la depressione sembra colpire più le persone che vivono nelle grandi città. Secondo le ultime statistiche la vita metropolitana fa ammalare il 4% in più degli uomini ed il 10% in più delle donne, rispetto ai piccoli centri, dove la vita risulta nettamente più tranquilla e soprattutto più comunitaria.

Si può guarire dalla depressione?

Certo che si può! Oggi esistono trattamenti e percorsi terapeutici utili per uscire da questo tunnel. L’unica cosa importante è saper scegliere la strada giusta da seguire. In alcuni casi la persona, cosciente della propria malattia, può adottare opportuni comportamenti ed avviarsi verso la guarigione, anche da sola. In altri casi, più gravi, è bene rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta in grado di aiutare il soggetto a non cadere in un “loop” senza uscita. Questa seconda strada è molto consigliata a quelle persone che manifestano soprattutto intenzioni autolesioniste. Rimanere da soli potrebbe essere la cosa più sbagliata da fare, seguire un percorso psicoterapeutico adeguato è la soluzione migliore che porta alla guarigione.

Ognuno di noi possiede la chiave giusta per guarire dalla depressione: bisogna solo imparare a prenderci cura di noi stessi!

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