Informazioni sulla cucina calabrese bio, ricette piccanti

La Calabria è una terra ricca di sapori, di profumi e di storia. Nell’antichità era conosciuta come Magna Grecia, e insieme alla Sicilia aveva assistito all’espandersi della civiltà greca nel Mediterraneo.

La Calabria è anche una terra celebre per i suoi piatti tipici gustosi e intrisi di tradizione. Prima di andare a fare un viaggio in questa terra magica è dunque importante recepire alcune informazioni sulla cucina calabrese.

La cucina calabrese: l’elemento chiave è il peperoncino

Quando si parla di cucina calabrese la prima cosa che viene in mente è il peperoncino. In Calabria vengono coltivate decine di varietà di peperoncino che poi vengono inserite nella cucina di ogni tipo, sia di terra che di mare.

Quello che rende il peperoncino calabrese così famoso è il suo gusto davvero molto piccante. Se non si sta attenti, si rischia di sbagliare il dosaggio e quindi di soffrire moltissimo mentre si mangia.

Tendenzialmente la cucina calabrese è molto povera, sia per quanto riguarda i primi che i secondi. La tradizione della Calabria, infatti, è quella di una terra autosufficiente, abituata a mangiare quello che produce.

Nei luoghi di mare è certamente prediletto il pesce, mentre nell’entroterra sono più diffusi i piatti di carne e di verdura.

Tra i condimenti più conosciuti e diffusi ovunque c’è la celebre ‘Nduja. Il misto di carne di maiale sotto sale e peperoncino è usato per condire qualsiasi tipo di piatto. Esso è molto forte quindi bisogna dosarlo con maestria.

I primi della cucina calabrese

Nella cucina calabrese è importante apprezzare i primi, sia di terra che di mare.

Uno dei più importanti piatti, conosciuto in tutta Italia, è il celebre maccherone al ferro. La pasta fresca, così chiamata perché in passato veniva realizzata con l’aiuto di ferri appuntiti, viene condita con sugo di carne e formaggio fresco salato. Una specie di pasta alla norma siciliana, insomma, ma senza le melanzane.

I primi calabresi sono molto spesso realizzati al forno: i pasticci di pasta e le lasagne sono molto diffusi in questa regione.
Caratteristica tipica di questi piatti è l’uso di un formaggio a pasta filante che si scioglie in cottura, e soprattutto l’uso di dadini di salumi più spesso della semplice carne macinata.

I prodotti tipici Calabresi sono Essendo sono essenzialmente poveri e popolari, infatti, la tradizione calabrese prevede l’abbattimento degli sprechi. Gli avanzi delle parti finali di salumi, ormai impossibili da mangiare in altri modi, vengono spolpati e fatti a pezzi per essere inseriti nei pasticci di pasta.

Tutte le preparazioni, comunque, prevedono una base di pomodoro: la cucina in bianco è molto rara in Calabria, e in generale nelle regioni del sud Italia.

I migliori secondi di Calabria

I secondi si dividono tra tradizione di mare e tradizione dell’entroterra.

Sulle coste calabresi è comunissimo il tonno, pescato fresco nei mari che circondano la punta d’Italia. Di solito il tonno viene cucinato con sapori mediterranei come il pomodoro, l’origano e le olive nere.
Non è raro che il tonno venga appena scottato, rimanendo crudo all’interno.

Nell’entroterra calabrese l’animale più cucinato è sicuramente la pecora con il suo cucciolo, l’agnello.
Le montagne della Sila, infatti, sono adatte al pascolo di capretti e pecore più che di altri animali di grande taglia.

Ecco perché nella cucina calabrese è molto usato il capretto al pomodoro, utile per creare poi un sugo da usare nella preparazione dei primi.

È comunque molto sviluppato l’allevamento del maiale, soprattutto per i salumi e per la creazione di salsicce fortemente speziate, mangiabili fresche e cucinate come secondo, ma anche secche come antipasto.

I salumi calabresi

Non si possono reperire informazioni sulla cucina calabrese senza parlare dei salumi.

Probabilmente il più celebre è la spianata calabra, un salame a forte componente di grasso. La sua forma è caratteristica perché è un salume un po’ schiacciato, che all’interno presenta una forte colorazione rossastra: colpa (o merito) della ‘Nduja utilizzata per condire la carne.

La ‘Nduja, di cui si è già parlato come un condimento, è in realtà una specie di salume, dato che è realizzata con la carne di maiale. Tuttavia, al contrario degli altri salumi, non può essere consumata da sola, proprio per il suo sapore fortissimo. Per questo viene considerata più un condimento o comunque una base per sughi e soffritti.

Il capocollo calabrese è realizzato con i lombi del maiale ed è un salume mediamente grasso ma non troppo.
La sua particolarità è la stagionatura, che dura all’incirca tre mesi. Rispetto a molti altri capocolli, come quelli della tradizione toscana, per esempio, questo salume calabrese viene consumato molto più fresco. Per questo mantiene una consistenza più morbida ed è tendenzialmente meno salato.

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