Autore Laura Ruggeri :: 21 Ottobre 2015

Esistono punti caldi, ossia aree del pianeta che si stanno riscaldando più in fretta delle altre. Un'analisi del Cnr rivela quali sono gli 'hot spot'

Surriscaldamento globale, dal Cnr un'analisi dei punti caldi

Uno studio, condotto dall'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr in collaborazione con l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, svela quali sono i punti caldi del nostro pianeta. Esistono, infatti, zone più colpite dai cambiamenti climatici e, in particolar modo, dal surriscaldamento globale: queste sono chiamate 'hot spot' o punti caldi.

Ma di che zone si tratta? Ad essere interessate da una maggiore impennata dei termometri sono l'Africa occidentale, l'Indonesia, l'Asia centro-orientale, l'Amazzonia e il Sahel.

Il bacino del Mediterraneo non è immune da questo discostamento verso l'alto dei valori medi di temperatura stagionale: negli ultimi 50 anni si è registrata, infatti, la crescita di circa un grado centigrado sui termometri, durante le stagioni dell'anno.

Il lavoro del team di ricerca è consistito nell'analisi delle registrazioni di temperatura e precipitazione degli ultimi 60 anni, ossia dal 1951 al 2010, presenti negli archivi.

Questi dati confermano l'esistenza di un cambiamento climatico in corso, confermato dal confronto dei dati attuali con quelli raccolti in precedenza. Provenzale, direttore dell'istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr, ha affermato che l'individuazione dei punti caldi, ossia delle regioni più sensibili ai cambiamenti climatici, dovrebbe sollecitare l'avvio di procedure volte a smorzare e contrastare l'effetto del surriscaldamento globale.

Facebook Comments Box