Autore Laura Ruggeri :: 2 Dicembre 2015

Attualmente solo il 4% della biodiversità degli oceani è sotto protezione. L'obiettivo di 200 Nazioni è raggiungere il 10% entro il 2020

Solo il 4% degli oceani è sotto protezione

La percentuale di biodiversità degli oceani posta sotto protezione ammonta a solo il 4% secondo uno studio della University of British Columbia in Canada. Si tratta ovviamente di una cifra non sufficiente. Tanto che, nel 2010 a Nagoya in Giappone nel corso di un summit, delegazioni di 200 Nazioni hanno approvato l'estensione della tutela marina ad almeno il 10% degli oceani entro il 2020.

Attraverso l'istituzione delle cosiddette Aree Marine Protette o AMP, si possono proteggere gli ecosistemi marini e costieri. La storia della loro tutela si è evoluta nel corso degli anni, passando da una protezione che prevedeva solo la regolamentazione di pesca e balneazione fino alla creazione di AMP a protezione integrale dove è vietata qualunque forma di alterazione dell'ambiente.

I ricercatori della University of British Columbia però affermano che è necessario proteggere più del 10% del patrimonio degli oceani. Ogni Nazione deve contribuire a questo progetto incrementando la propria percentuale di determinate AMP, ossia delle aree marine protette “no-take”. Questa dicitura fa riferimento al divieto assoluto di prelevare qualunque tipo di risorsa dalla riserva tutelata: crostacei, alghe, gas, pietre, etc... Ma soltanto il 16% di tutte le zone marine tutelate dispone della garanzia no-take. Le altre possono essere sottoposte a depredazione.

Il quadro della situazione e le prospettive future, malgrado tutto, sono però rosee. Infatti, nel 2006 solo lo 0,65% degli oceani era posto sotto tutela, una cifra davvero piccola. Da allora ad oggi la percentuale si è più che quadruplicata. Per questo l'obiettivo del 2020 non sembra così irraggiungibile.

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