Autore Redazione :: 14 Dicembre 2015

I ghiacci marini sembrano stabili, ma dal 2009 i ghiacci terrestri si stanno sciogliendo a ritmi impressionanti

Ghiacci in scioglimento nell'Antartide

Cosa sta succedendo alle calotte polari terrestri e, in particolare all’Antartide? Per provare a comprenderlo è meglio partire dai concetti più banali: c’è una differenza sostanziale fra i ghiacci antartici terrestri e quelli marini. I primi si sono accumulati nel corso del tempo sulla crosta terrestre, i secondi sono di origine acquatica e fluttuano nell’oceano.

Nel complesso, i ghiacci marini antartici hanno una situazione piuttosto stabile, ma questo non contraddice le evidenze secondo cui il nostro clima globale è soggetto a un costante riscaldamento. I ghiacci terrestri antartici, invece, si starebbero sciogliendo ad un ritmo di 159 miliardi di tonnellate l’anno. Questo fenomeno si riversa direttamente sull’innalzamento delle acque dell’oceano, mettendo anche a rischio la vita di centinaia di milioni di persone che vivono nelle isole e nelle coste più vicine al circolo polare.

Uno studio delle immagini satellitari dell'Antartide ha dimostrato come la placca di ghiaccio lunga 750 km della Southern Antactic Peninsula sia rimasta stabile sino al 2009. Da allora la massa di ghiaccio è andata scivolando dalle montagne verso il mare di Bellingshausen perché le acque profonde, diversamente da quelle superficiali rimaste fredde, si sono riscaldate andando ad erodere e sciogliere la parte galleggiante della placca, che faceva da tappo a quella sul terreno. Secondo alcuni studi dell’Università britannica di Bristol, le cause di questi fenomeni sono da imputare anche ad un aumento dei venti che hanno “pescato” più acqua “calda” dalle profondità dell’oceano spingendola verso la placca tettonica dell'Antartide, e sciogliendo i ghiacci dal basso. Di seguito un video pubblicato dalla Nasa che sintetizza il fenomeno.

Facebook Comments Box