Autore Redazione :: 6 Novembre 2015

Terribili tempeste di sabbia, i Dust Bowl colpirono gli Stati Uniti del sud negli anni '30. Un nuovo studio fa luce sullo stato attuale dei luoghi interessati

Quando il giorno si fa improvvisamente notte: un nuovo studio sul Dust Bowl

Arriva dall'Università del Tennessee lo studio che mette in luce l'effetto di alterazione dei suoli operato da pratiche agricole sconsiderate negli Stati Uniti degli anni '30. A quell'epoca e per l'intero decennio a seguire, Stati quali Texas, Kansas, Colorado, Nuovo Messico e Oklahoma furono devastati da tempeste di sabbia molto imponenti, chiamate Dust Bowl (letteralmente “palla di polvere”).

Questo fenomeno meteorologico anomalo fu causato da anni di pratiche agricole sconsiderate che miravano a incrementare ciecamente la produttività, approfittando della ondata di richiesta di derrate agricole dopo la fine della prima guerra mondiale. A quei tempi non si faceva ricorso alla rotazione delle coltivazioni e i terreni furono arati così profondamente da determinarne l'incapacità dei suoli di trattenere l'umidità e un corretto livello di idratazione.

A causa di ciò, il terreno divenne estremamente arido tanto da trasformarsi in polvere, sospinta in grosse masse nere verso l'oceano Atlantico. Durante il Dust Bowl, forti correnti d'aria strappavano letteralmente la superficie dei terreni morti, generando enormi nuvole nere di detriti che arrivavano a oscurare il sole, rendendo impossibile la visione a un palmo dal naso e trasformando di fatto il giorno in notte, in una polverosa e irrespirabile eclissi.

Le coltivazioni delle aziende agricole furono abbandonate con una migrazione di massa da quei luoghi ormai sterili.

Uno studio americano condotto dall'Università del Tennessee ha analizzato i suoli degli Stati del sud, valutandone la consistenza e la densità, attraverso vari prelievi per carotaggio. Professore presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Thanos Papanicolao ha affermato che le attività umane hanno effettivamente ridotto la fertilità dei suoli delle zone agricole. Ma vi è speranza, poiché parte dei suoli ha lentamente ripristinato la sua componente organica. La ricerca ha l'obiettivo di fornire linee guida e istruzioni d'uso di questi terreni ai contadini che opereranno in quelle zone.

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