Autore Laura Ruggeri :: 1 Giugno 2015

Fragile meraviglia del nostro pianeta, l’Artico è messo a rischio dalle possibili trivellazioni alla ricerca di petrolio del colosso Shell. Greenpeace lancia un video per fermare la compagnia petrolifera

Campagna Greenpeace per fermare le trivellazioni in Artico

Greenpeace ha messo in atto una campagna, “Save the Artic”, per opporsi alle trivellazioni che la Shell vorrebbe attuare in quel fragile e suggestivo ambiente ghiacchiato, chiamato Artico. Nell’ambito di questa iniziativa, l’associazione ambientalista ha recentemente rilasciato un video, intitolato “Song of oil, ice and fire”, denunciando i piani del colosso del petrolio.

In questo video, vengono mostrate tre famose opere d’arte,“Pearblossom Highway” di David Hockney, “Christina’s World” di Andrew Wyeth e “An Arctic Summer: Boring Through the Pack in Melville Bay” di William Bradford. Queste improvvisamente prendono fuoco e cambiano nel loro aspetto: il paesaggio in esse raffigurato è diverso a causa delle trivellazioni, che causano sversamenti di petrolio e incendi multipli. Le nuove versioni delle opere prima citate sono state realizzare dai pittori britannici KennardPhillipps.

Infatti, la Shell ha già ricevuto lo scorso marzo un primo assenso alla trivellazione in Artico. L’arrivo dei permessi definitivi è previsto entro il prossimo luglio, col pesante rischio di rovinare per sempre l’Artico, la sua fauna e il suo delicato equilibrio.

Le trivellazioni dovrebbero avvenire vicino l’Alaska. Alessandro Giannini, direttore della campagna di Greenpeace ha affermato che trivellare quei luoghi comporta la distruzione e pesante contaminazione del luogo. Il governo statunitense ha, infatti, stimato l’esistenza di un 75% di possibilità di sversamenti e, data l’impervietà dei luoghi, sarà molto difficile arginare le eventuali perdite di petrolio, portando a un disastro ambientale irreversibile. È dunque impossibile trivellare in modo sicuro nell’Artico.

Le mobilitazioni contro i piani di trivellazione della Shell provengono da tutto il mondo. Circa sette milioni di persone nel mondo sarebbero contrarie alla messa in opera delle piattaforme della compagnia petrolifera.

L’Artico è un ambiente già di per sé a forte rischio. I cambiamenti climatici, e in particolar modo l’aumento delle temperature, hanno portato allo scioglimento dei ghiacciai, la cui estensione registrata lo scorso marzo è la più bassa mai rilevata prima. 

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