Autore Redazione :: 6 Novembre 2015

Numerose creme per la protezione solare contengono una particolare sostanza chimica responsabile di danni ai coralli degli oceani

Le creme per la protezione solare e l'inquinamento degli oceani

Necessarie per proteggere la pelle dal solleone estivo, ma inquinanti per le acque dei nostri oceani, le creme solari sono gli imputati di una ricerca che rivela la presenza in 3.500 marchi di filtri UV di una sostanza tossica, causa di danni alla barriera corallina.

Sono state analizzate le acque oceaniche in prossimità delle Hawaii e delle Isole Vergini, con particolare attenzione alla salute dei coralli. Si tratta di una ricerca condotta da team di ricercatori provenienti dalla Virginia, dalla Florida o dallo Stato di Israele.

La sostanza posta sotto accusa è l'oxybenzone, componente delle protezioni solari. Questa arriva alle acque oceaniche dagli scarichi delle acque reflue sulle coste o direttamente dai bagnanti.

Questo costituente chimico causa danni al DNA dei coralli, con alterazioni della morfologia e del sistema endocrino. Lo sbiancamento è l'ultimo stadio di distruzione del corallo, che assume le sembianze di un vero e proprio fragile scheletro.

Ogni anno finiscono nelle acque habitat dei coralli dalle 6.000 alle 14.000 tonnellate di crema solare. Queste contengono da 1 al 10% di oxybenzone. È chiaro che continuando così si va verso un tasso di inquinamento a crescita esponenziale.

Ad oggi è stato perso l'80% delle barriere coralline caraibiche. L'auspicio dei ricercatori è che i prodotti contenenti oxybenzone siano sottoposti a una severa regolamentazione.

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