Autore Laura Ruggeri :: 22 Ottobre 2015

La grande barriera corallina in Australia per il momento ha scansato l’inserimento da parte dell’UNESCO nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale dell’Umanità in pericolo

La grande barriera corallina australiana

Per il momento la grande barriera corallina australiana è salva; non è infatti stata inserita dall’UNESCO nella lista dei siti in pericolo. Lo stato sotto cui questa è stata registrata è “non in pericolo”. Ma quanto durerà questa fase di relativo benessere dell’area patrimonio mondiale dell’umanità dal 1981?

Questo splendido habitat è una regione ricchissima per biodiversità e bellezza. Essa si estende per 348.000 kmq; ospita più di 400 tipi diversi di corallo, 1.500 specie ittiche e 4.000 varietà di molluschi. Con i cambiamenti climatici, l’inquinamento, le attività costiere dell’uomo e le sempre più estreme condizioni metererologiche, la barriera corallina è sottoposta a pesante stress, che ne minaccia l’integrità e la delicatezza del suo equilibrio interno. Infatti, sin da ora le forme viventi della barriera soffrono per l’acidificazione degli oceani e si notano già estesi fenomeni di sbiancamento dei coralli.

L’Australia ha già preso provvedimenti per tutelare questa splendida zona e alla fine del 2016 dovrà mostrare i risultati delle sue politiche di protezione ambientale. Attualmente è in atto un piano nazionale a lungo termine, varato lo scorso settembre, che si prefigge di evitare futuri sviluppi umani sulla costa. In un nuovo piano di protezione, il governo australiano si è impegnato a ridurre dell’80% le emissioni inquinanti entro il 2025. Ma queste misure non placano le preoccupazioni che provengono da più lati sul benessere della barriera. Questa, infatti, non offre soltanto un’incredibile ventaglio di biodiversità, ma rappresenta un lauto contributo all’economia del Paese. Basti ricordare che il settore turistico genera un flusso di denaro pari a 5 milioni di dollari l’anno con le sole attività che riguardano il grande reef. È chiaro che un danno ecologico alla barriera porterebbe a un calo dell’afflusso turistico: la notizia di uno stato di pericolo indurrebbe i turisti a dirottare le loro mete di viaggio verso altri luoghi.

In virtù di questo stato dei fatti e delle misure di tutela australiane giudicate non sufficienti, l’UNESCO  ha messo in stand-by la sua decisione di non inserire la barriera tra le meraviglie in pericolo del pianeta, in modo che il governo sia più spinto a perseguire gli obiettivi prefissati, dando prova del suo impegno ambientalista.

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