Autore Redazione :: 7 Dicembre 2015

Secondo alcuni ricercatori l’unica possibilità è la tecnica di “gestione delle radiazioni solari”

barriera corallina

La forte diminuzione del numero delle barriere coralline è una delle maggiori preoccupazioni degli esponenti delle “scienze della Terra” in giro per il mondo. Se è vero, come è vero, che qualcuno di loro ha affermato che la geoingegneria non è la soluzione per le sfide poste dai cambiamenti climatici, è possibile comunque che questa disciplina possa essere cruciale per proteggere i coralli dall’estinzione.

Le barriere coralline sono considerate gli ecosistemi più vulnerabili dai futuri cambiamenti del clima, considerato il previsto innalzamento del livello delle acque terrestri, della loro temperatura e della acidificazione degli oceani causata dall’aumento del diossido di carbonio nell’atmosfera. Gli scienziati prevedono che lo sbiancamento dei coralli, che li conduce alla morte, si verificherà ad altissima frequenza nel corso delle prossime decadi fino a diventare un massiccio fenomeno globale entro la metà di questo secolo: questo pur nelle più rosee visioni di abbattimento delle emissioni di CO2.

Oggi, studi australiani e britannici sviluppati congiuntamente da Carnegie Institution for Science, University of Exeter, Met Office Hadley Centre e University of Queensland hanno proposto di correre ai ripari per risolvere il fenomeno dello sbiancamento con una tecnica di geoingegneria denominata di “gestione delle radiazioni solari” (SRM).

La geoingegneria consiste nella manipolazione su larga scala del clima terrestre. In questo caso, la tecnica della SRM consisterebbe nell’iniezione di gas nella stratosfera che formino microscopiche particelle che possano riflettere parte dell’energia irradiata dal sole limitando così l’aumento della temperatura della superficie delle acque terrestri. Nonostante le numerose critiche interne alla comunità scientifica sull’adozione di strumenti di geoingegneria contro il cambiamento climatico, il leader della ricerca Lester Kwiatkowski ha dichiarato: “La protezione delle barriere coralline è per noi una priorità; la loro situazione ormai non dipende più solamente da quanto le economie possano ridurre le emissioni di ossido di carbonio”.

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