Autore Laura Ruggeri :: 17 Novembre 2015

Tom Philpott, scrittore presso Mother Jones, organizzazione di informazione sulle politiche ambientali, ha pubblicato le sue riflessioni sull'importanza della sostenibilità nel settore produzione cibo

L'importanza della sostenibilità: parla Tom Philpott

La scelta di politiche aziendali sostenibili è alla base della risposta al crescente fabbisogno alimentare del pianeta. Tom Philpott ragiona su alcuni aspetti della questione. Oggi molte aziende del settore allevamento animali fanno ricorso a farmaci, come ormoni e antibiotici impiegati per trattare gli animali in allevamento. Questi hanno lo scopo di aumentare la produzione di cibo e l'efficienza del sistema. Infatti, entro il 2050 sarà necessario incrementare del 60% la produzione di carne, uova e latticini, per sostenere le richieste dei consumatori. Ma come sarà possibile ottenere questo risultato? Per raggiungere questo obiettivo, le compagnie dichiarano: “Le nuove tecnologie andranno sfruttate al meglio, per ottenere il massimo della produzione col minimo impiego di risorse”.

Ma questi trattamenti chimici portano a un incremento della mortalità e delle sofferenze degli animali trattati: arti rotti, tremori, iperattività sono solo alcune delle manifestazioni osservate in maiali e bovini sottoposti a determinati trattamenti farmacologici.

Questa sofferenza è in qualche modo giustificata dal suo fine dichiarato di combattere la fame del mondo. Ma servirà realmente? Davvero produrre più carne è la soluzione al problema?

La risposta di Philpott è no. L'OMS ha di recente dichiarato cancerogena la carne rossa lavorata. Oltre a questo, l'impiego massiccio di antibiotici ha determinato la formazione di ceppi batterici resistenti che rendono inefficaci i comuni trattamenti.

Un dato positivo viene dalla stima che il consumo della carne è diminuito del 10% ogni anno dal 2007, negli Stati Uniti. Questo è un segno della crescente consapevolezza dei consumatori.

Sono necessari 4.200 litri di acqua al giorno per consentire una dieta basata sul consumo di carne. Mentre ne sono sufficienti 300 per permettere una dieta a base di vegetali, secondo dati dell'organizzazione ecologista, One Green Planet. Un acro di terra (4 mila mq circa) permette la produzione di 250 chili di carne bovina. La stessa superficie fornisce 50 mila chili di pomodori. La differenza in termini numerici è enorme.

È chiaro che una dieta basata sul consumo di carne non è sostenibile per il pianeta perché richiede l'impiego di molte risorse. È necessario sensibilizzare l'opinione pubblica a ridurre il consumo di carne, se non ad abbandonarlo del tutto. Come sempre, i toni coercitivi e di imposizione servono a ben poco. Il dialogo e l'informazione paziente possono portare a grandi risultati.

Le nostre scelte influenzano il mondo ed è bello pensare di potere fare qualcosa, nel proprio piccolo, per cambiare le cose e rendere il sistema di produzione di cibo finalmente sostenibile.

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