Autore Laura Ruggeri :: 17 Dicembre 2015

Nelle sale cinematografiche il film “In the Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick”, del regista americano Ron Howard racconta la storia della caccia ai capodogli, miniere di olio in un'epoca senza petrolio

“In the Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” e la caccia ai capodogli nel XIX secolo

“In the Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” è il nuovo film del regista Ron Howard, che parla della vita dei balenieri alla ricerca dell'olio di balena, quando ancora il petrolio non era conosciuto. Cosa ha ispirato Melville, autore del libro “Moby Dick”, nella stesura del suo romanzo? Com'è nata la storia della gigantesca balena bianca, temibile e affascinante abitante dell'oceano? Ron Howard nel suo nuovo film tenta di raccontare il lavoro di raccolta di informazioni del romanziere americano.

La narrazione parte dall'esigenza di trovare negli Stati Uniti del XIX secolo il preziosissimo olio di balena, in un'epoca antecedente la scoperta del petrolio. Sì perché esiste un olio che viene dal mare, quello contenuto nella testa dei capodogli e altri cetacei, e un “olio che viene dalla terra”, il petrolio all'epoca sconosciuto. Ecco dunque partire da un porto del New England la baleniera Essex alla ricerca di capodogli. Questa caccia a tutto spiano ha portato a una riduzione cospicua nel corso del XVIII e del XIX secolo dei cetacei. La specie più ricercata era Physeter macrocephalus o capodoglio. Si tratta di una specie generalmente mansueta, che una volta morente galleggia sul pelo dell'acqua. Il capodoglio è così chiamato dall'espressione “capo d'olio”, per fare riferimento al cranio dell'animale ripieno di una sostanza oleosa chiamata spermaceto.

Si tratta di una sostanza cerosa a densità variabile a seconda della temperatura, il cui nome richiama la non corretta correlazione con lo sperma dell'animale col quale era stato scambiato dai primi balenieri. Davanti al cranio del mammifero acquatico, si trova uno spazio che lo contiene, chiamato cassa. La sua funzione è quella di regolare la galleggiabilità. Prima delle immersioni, l'acqua fredda viene pompata verso la cassa, facendo solidificare la cera e permettendo all'animale di andare a fondo nelle profondità oceaniche. Durante l'immersione, l'animale consuma ossigeno e produce calore che scioglie la cera, permettendone l'emersione e il galleggiamento senza sforzo.

Questa sostanza era utilizzata nel XVIII, XIX e XX come combustibile per le lampade a olio e per la fabbricazione di candele, oltre che per la produzione di lubrificanti e cosmetici.

Nel film “In the Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” sono mostrate le scene di caccia ai capodogli e di estrazione dell'olio presso le stesse baleniere, mostrando al contempo la dura vita dell'equipaggio e lo sconfinato meraviglioso oceano intorno e dentro il loro stesso cuore.

Facebook Comments Box