Autore Redazione :: 15 Maggio 2015

L’ambientalista e attivista indiana sottolinea l’importanza della biodiversità per la cura della terra e delle società umane

Vandana Shiva all'Expo di Milano

Il Parco della Biodiversità di Expo è stato inaugurato da Vandana Shiva, l’attivista e ambientalista indiana che rappresenta uno dei volti di rilievo maggiormente internazionale dell’Esposizione Universale. Shiva, accompagnata da “"Donne in campo" della Confederazione italiana agricoltori, ha piantato in una piccola aiuola dei semi indiani di zucca, okra e melone e, insieme ad essi, ha posto nella terra anche alcuni semi di cereali biologici italiani, fra cui quelli di farro, e di legumi, come alcune specie di fagioli. "Questo Parco - ha detto - è il luogo più bello e più importante di tutta l'Expo ed è una gioia attraversarlo; tutta l'Expo dovrebbe essere così, un grande parco della biodiversità".

Vandana Shiva, 61 anni, si batte da sempre contro i brevetti delle multinazionali e contro gli ogm. “La scelta dell'agricoltura biologica - ha detto - è il primo indispensabile passo per restituire fertilità al suolo. Più distruggiamo la biodiversità, più l'agricoltura diventa vulnerabile. Evitiamo di farlo!”. Biodiversità, secondo Shiva, significa varietà di piante e di micro organismi che con la loro azione “invisibile” rendono fertili i terreni, ma anche varietà di animali e tutela di insetti fondamentali per la catena alimentare, come le api. “Biodiversità - ha aggiunto - significa anche lavoro nelle campagne, lavoro creativo per i giovani, in antitesi all'agricoltura industriale. Significa agricoltura familiare, valorizzazione dei territori, riconoscimento del ruolo delle donne nella produzione e nella preparazione del cibo”.

“The organic can save the world” è stato il ritornello recitato da Shiva mentre attraversava il viale di Expo che portava al padiglione della biodiversità. Durante il percorso, si è però imbattuta in quella che per lei deve essere stata una forte delusione, il padiglione della multinazionale della Coca Cola. Piena di biasimo, non ha potuto evitare di fotografarlo, spiegando: “”La Cola Cola distrugge la salute, ruba l'acqua a comunità o ecosistemi. Multinazionali come questa ci rubano la salute e la conoscenza; inoltre, si permettono di minacciare l’Organizzazione Mondiale della Sanità quando dice che ‘i soft drinks sono un pericolo per la salute dei nostri bambini’ e ci impediscono di dirlo e di scriverlo nelle etichette”.

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