Autore Redazione :: 4 Gennaio 2016

I grandi produttori di granturco e soia si ribellano alle accuse di “rischio tumore” per la salute umana

erbicidi pericolosi alla salute

Il rinnovato interesse della International Agency for Research on Cancer (Iarc) sui rischi del 2,4-D (ossia l’acido 2,4-diclorofenossiacetico) usato in agricoltura sta preoccupando le associazioni degli imprenditori. Solo due mesi fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò che l’erbicida con glifosato è il più pericoloso disinfestante al mondo perché probabilmente cancerogeno per la salute umana.

Man mano che le erbe infestanti si sono rivelate resistenti al glifosato, molti produttori agricoli ne stanno adottando un mix con l’acido 2,4-diclorofenossiacetico, in particolare nella coltivazione di prodotti Ogm. Il fatto che gli scienziati abbiano riscontrato che per gli agricoltori a contatto con questi prodotti vi sia un rischio raddoppiato di contrarre tumori dovrebbe creare allarme nel settore; la realtà però è che la National Corn Growers Association (organizzazione che tutela gli interessi dei coltivatori e produttori di mais e granturco degli Stati Uniti) e la American Soybean Association (che rappresenta i produttori di soia) sono più che altro preoccupati dal fatto che le ricerche della OMS possano creare confusione e destabilizzazione su quegli erbicidi che sono stati i pilastri delle pratiche d’agricoltura consolidatesi da decenni.

Le due organizzazioni, su una solida difensiva, invece di preoccuparsi delle condizioni di salute cui sono esposti lavoratori e consumatori, hanno dichiarato: “Questi pesticidi, che sono stati correlati al rischio di cancro o di morbo di Parkinson, non sono più pericolosi del caffè quotidiano o dei turni di lavoro notturno”. La verità è che tra la OMS e la Monsanto è scoppiata una vera e propria guerra totale.

Il glifosato è infatti un diserbante brevettato nel 2001 dalla multinazionale americana che oggi è commercializzato da moltissime aziende e contenuto in centinaia di prodotti. In molte zone agricole, la presenza del glifosato è riscontrabile non solo nel suolo, ma anche nell’atmosfera, nell’acqua e nel cibo. La Monsanto ha già replicato alle accuse con durezza, dichiarando che “ogni diserbante contenente glifosato presente sul mercato aderisce i rigorosi standard decisi dalle agenzie regolatori e dalle autorità sanitarie per proteggere al salute umana”. In Italia, dove la coltivazione di Ogm è vietata per legge, il glifosato è molto utilizzato e spesso è stato rilevato in concentrazioni eccessive nelle acque residue superficiali e sotterranee.

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