Autore Redazione :: 28 Dicembre 2015

Alcuni scienziati dell’Istituto Oceanografico di Woods Hole hanno scoperto la causa del misterioso fenomeno

laghi superglaciali

L’“ice sheet” della Groenlandia, la seconda maggior distesa glaciale al mondo, è da tempo un motivo di preoccupazione per parte della comunità scientifica. In particolare, le crescenti temperature globali hanno attivato un continuo fenomeno di scioglimento dei ghiacci, in particolare durante le stagioni primaverile e estiva. La prima fondamentale conseguenza di questo fenomeno è la formazione di migliaia di laghi “superglaciali”, enormi bacini di acqua in grado di prosciugarsi in poche ore.

Il problema vero è che il prosciugamento di questi laghi “provvisori” riversa veri e propri fiumi di acqua verso la base dell’ice sheet, centinaia di metri più in basso. L’improvvisa lubrificazione fra ice sheet e roccia che ne consegue, fa sì che i ghiacci scivolino più velocemente nell’oceano, causando un forte innalzamento del livello delle acque.

Dopo anni di studi, gli scienziati dell’Istituto Oceanografico di Woods Hole (WHOI) sembrano aver trovato nuove risposte al misterioso fenomeno del rapido prosciugamento dei laghi superglaciali. Per molto tempo si era creduto che l’enorme peso dell’acqua producesse una pressione tale sul ghiaccio sottostante al punto da produrne una frattura. Questa teoria, però, non spiegava perché questo accadesse per alcuni laghi e per altri no. Gli scienziati hanno rilevato importanti novità monitorandone uno fra quelli interessati da fenomeni di frattura-prosciugamento studiando i movimenti del ghiaccio prima, durante e dopo che ciò avvenisse.

È saltato fuori che la tensione che porta la frattura non viene dall’alto, ma da sotto la base dell’ice sheet. “Le nostre scoperte - ha dichiarato Laura Stevens in conferenza stampa - ci consentiranno di prevedere in anticipo quali laghi saranno affetti dal fenomeno”. Secondo i dati, nelle ore precedenti al prosciugamento, i ghiacci intorno al lago si muovevano verso l’alto e scivolavano orizzontalmente a causa dell’aumento delle temperature. Questa tensione, quando eccessiva, produceva delle crepe in superficie in cui facevano breccia miliardi di galloni di acqua che si riversano in basso in poche ore, a velocità paragonabili a quelle delle Cascate del Niagara.

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