Autore Laura Ruggeri :: 20 Novembre 2015

Dopo gli attentati terroristici del 13 novembre, il Governo francese ha deciso di annullare la Marcia Mondiale per il clima e tutte le manifestazioni previste per la Conferenza sul Clima

La Francia annulla la Marcia Mondiale per il clima del 29 novembre

A Parigi, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima si farà, ma la Marcia Mondiale e tutte le manifestazioni correlate sono state annullate. Si tratta di una reazione a seguito alla situazione di altissima tensione presente in Francia, a causa degli attentati terroristici del 13 novembre.

Così ha stabilito la Prefettura della polizia di Parigi. Il dispiegamento di forze durante la conferenza sarà imponente: più di 30.000 agenti di polizia a presidio dei confini aerei e terrestri in 285 diverse zone a rischio e posti di blocco, da ora fino a due giorni dopo il termine della conferenza. Il vertice sarà blindatissimo data la presenza di numerosi capi di Stato, presenza che rende la conferenza un bersaglio sensibile.

La conferenza, organizzata dalla Coalizione Climat 21, composto da Greenpeace, Oxfam, Avaaz, e altri 130 altri gruppi della società civile, si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre. La marcia era prevista per il 29 novembre e avrebbe coinvolto almeno 200 mila persone, numeri che hanno destato la preoccupazione delle forze dell'ordine circa il reiterarsi di episodi di violenza. È stato annullato anche il corteo del 12 dicembre.

Le organizzazioni ambientaliste si sono dichiarate dispiaciute da questo annullamento e annunciano forme alternative di mobilitazione per il 29 novembre. Nel mondo sono previste comunque numerose manifestazioni per fermare i cambiamenti climatici.

Da più parti è però invocato il diritto alla libertà di parola e all'espressione civile della propria opinione, specialmente in un momento come questo. Alix Mazounie, attivista di Climate Action Network, ha dichiarato: "Ora più che mai le persone in tutto il mondo, compresa Parigi, hanno il bisogno di rialzarsi e non farsi schiacciare. I cittadini hanno la necessità di dire che non hanno paura e che vogliono il diritto alla libertà pubblica e alla espressione democratica delle loro opinioni".

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