Autore Laura Ruggeri :: 2 Dicembre 2015

Nel 2050 il mondo potrebbe essere diverso da come lo conosciamo. L'ente di certificazione internazionale DNV GL espone le sue previsioni

Come sarà il mondo nel 2050? Le previsioni di DNV GL

Quale sarà l'aspetto del nostro pianeta nel 2050? Quali cambiamenti potrebbero verificarsi nei 35 anni che ci separano da questa data? L'ente di certificazione DNV GL delinea uno scenario possibile, stando alle previsioni dello suo studio intitolato “A safe and sustainable future” ("Uno sviluppo sicuro e sostenibile").

Quali sono i cambiamenti previsti?

Innalzamento di 1 o 2 metri del livello del mare a causa dello scioglimento dei ghiacciai, per l'innalzamento delle temperature. Questo porterà milioni di abitanti di città costiere ad abbandonare le loro abitazioni e a migrare altrove. Si parlerà in quel caso di “rifugiati climatici”, per descrivere coloro che fuggono da zone devastate dai cambiamenti climatici.

La popolazione mondiale ammonterà a 9 miliardi di persone. Tra queste, 3 miliardi vivranno in condizioni di estrema povertà.

In seguito all'abbandono delle zone rurali, il 70% della popolazione nel mondo vivrà in aree urbane.

Saranno elevatissimi i livelli di inquinamento atmosferico con numerose piogge acide e aumento di patologie dell'apparato respiratorio. Due gas in particolar modo saliranno alle stelle: il diossido di zolfo e il diossido di azoto.

Si saranno estinte numerose specie animali marine. La barriera corallina sarà scomparsa.

Serviranno l'equivalente di tre pianeti per garantire la produzione di tutto ciò che servirà all'uomo.

Ma ancora è possibile intervenire, continua DNV GL, per un mondo più sostenibile. Nel suo studio l'ente indica anche i punti su cui è necessario intervenire in campo economico, politico e di costume della società. Il CEO dell'ente, Luca Crisciotti ha affermato: “Abbiamo un'opportunità unica per plasmare un futuro prospero, dove le principali minacce per ambiente, economia e società siano state individuate e contenute, ma non possiamo più aspettare. Dobbiamo agire”.

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