Autore Redazione :: 26 Novembre 2015

Scenari surreali e fantascientifici visti nei film di città sommerse o desertiche potrebbero divenire reali, a causa dei cambiamenti climatici?

Cambiamenti climatici: il surreale può divenire reale?

Nel futuro potrebbero divenire realtà le spettacolari visioni surreali di città sommerse o ormai divenute desertiche e inospitali. È la natura che si appropria del suo spazio: l'innalzamento del livello del mare infatti potrebbe portare a una città di Venezia inondata dalle acque; l'aumento delle temperature medie potrebbe causare una desertificazione di città come Roma e Milano, il cui paesaggio verrebbe popolato da palme e animali tipici delle zone aride. Tutto ciò sembra sempre più concreto, dato il crescente inquinamento atmosferico da combustibili fossili.

Queste visioni da incubo sono state immortalate in quattro immagini da parte del WWF Italia. Il titolo delle opere è “Città surreali”, realizzate da Cinzia Macia, grafic designer e scenografa. Queste fanno riflettere su quanto vicino possa essere l'avverarsi di un radicale cambiamento agli ecosistemi cui tanto siamo abituati nelle nostre città. È come se ci spingessero a pensare che il mondo come lo conosciamo non è immutabile, bensì è soggetto al cambiamento, non sempre positivo.

Nelle immagini sono presentate quattro città: Venezia, Roma, Milano e Pisa. La Serenissima è stata raffigurata sommersa dalle acque, con un orso polare che nuota sotto le gondole; Roma mostra un habitat inospitale con elefanti e palme, sullo sfondo di un Colosseo asfissiato dalle emissioni di una fabbrica; Pisa appare sommersa in parte, mentre i pinguini osservano il paesaggio; Piazza del Duomo a Milano è raffigurata come una piccola collinetta desertica popolata da due giraffe.

Insomma, scenari inospitali in cui l'uomo farebbe molta difficoltà a trovare spazio e una natura furiosa che pretende il pagamento del debito contratto a sue spese. Provocazione e riflessione sono gli intenti del WWF Italia, che mira a scuotere le coscienze, in vista della prossima Conferenza sul Clima di Parigi del 30 novembre.

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