Autore Laura Ruggeri :: 29 Dicembre 2015

Quanto l'agricoltura ha modificato l'aspetto del nostro pianeta?

Agricoltura: quanto ha alterato il nostro pianeta?

L'inizio della pratica dell'agricoltura risale a 6.000 anni fa. In che modo questa ha modificato l'aspetto del nostro pianeta? Per 300 milioni di anni la natura non è stata condizionata dall'intervento umano. Ma poi con l'introduzione dell'agricoltura si è assistito a numerosi e drammatici cambiamenti.

Col termine antropocene si intende l'era geologica attuale, fortemente dominata dall'attività umana. Quest'ultima è stata paragonata a una forza dal grande impatto sulla terra, al pari dei movimenti tellurici.

Una ricerca finanziata dalla National Science Foundation ha cercato di stabilire l'entità di questo impatto, comparando le specie animali e vegetali esistenti prima dell'avvento dell'agricoltura con quelle odierne. Così si è scoperto che certe specie animali sono state aggregate dall'attività umana, nel senso che sono state confinate in uno stesso habitat, come nel caso delle giraffe e dei ghepardi che vivono insieme nella savana. Per contro, altre specie sono state separate, ossia sono state divise in habitat differenti.

Tra le due categorie, è aumentato il numero delle specie separate. Un tempo molti più animali vivevano insieme. L'attività umana e in particolare l'agricoltura ha creato dunque una serie di barriere geografiche che fungono da muro divisorio. Questo ha condotto alla dispersione di animali e vegetali, in passato vicini. Del resto, la frammentazione degli habitat è proprio la causa del rischio estinzione di numerose specie animali che hanno maggiore difficoltà ad attingere a fonti di cibo.

Se osserviamo i dati numerici, attualmente si ritiene che agricoltura e allevamento coprano circa il 40% della superficie terrestre. Tanto che il paesaggio agricolo è divenuto uno dei biomi terrestri più diffusi.

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