Autore Laura Ruggeri :: 8 Settembre 2015

Molte aziende affermano di produrre alimenti biologici. Ma come possiamo riconoscere le caratteristiche di un’azienda che fa agricoltura biologica da una che non la fa?

Caratteristiche agricoltura biologica

Fare agricoltura biologica presuppone l’esistenza e il rispetto di determinate regole sancite dalla Comunità europea. Quali sono le caratteristiche di un’azienda che produce biologico?

Dalle coltivazioni organiche (o biologiche) è totalmente escluso il ricorso a sostanze chimiche di sintesi, quali pesticidi, erbicidi, fertilizzanti e ormoni. Inoltre, è vietato l’uso di OGM, organismi geneticamente modificati le cui capacità di resistenza ad insetti e erbicidi, ad esempio, sono potenziate dall’inserimento di un gene estraneo.

Ma perché queste sostanze non sono impiegate nell’agricoltura biologica? La motivazione è da rintracciare negli effetti deleteri che, a lungo termine, potrebbero manifestarsi nelle persone che consumano cibo trattato chimicamente.

Chi certifica un’azienda biologica? Esistono organismi nazionali, accreditati secondo i regolamenti comunitari, che controllano le aziende biologiche periodicamente, stabilendone il rispetto dei criteri previsti.

Coltivare alimenti secondo i protocolli biologici permette di ‘usare’ la terra, preservandone l’integrità, rispettando la biodiversità e il delicato equilibrio della sua ecologia. La responsabile di un’azienda agricola biologica nel Nord America, Mary Milsap Brower, col suo lavoro supporta la biodiversità e la cura della terra che coltiva, attraverso il rispetto di alcuni criteri:

1. Riducendo l’aratura del terreno. Questa pratica, infatti, provoca un disturbo al suolo, che ne determina un’alterazione della popolazione microbica in esso presente.

2. Controlli annuali al terreno. Per crescere le piante hanno bisogno di sole, acqua e sostanze minerali. Se nel suolo è presente una carenza di un determinato micronutriente, andranno aggiunte componenti, come pietre e rocce, per ripristinarne il contenuto.

3. Non si usano pesticidi, erbicidi o fertilizzanti sintetici. Vengono usate barriere fisiche per evitare agli insetti di danneggiare le coltivazioni. I fertilizzanti, inoltre, possono alterare la popolazione batterica residente nel suolo, per cui il loro uso è bandito.

4. Dopo il primo raccolto, sono piantate coltivazioni di copertura. Queste permettono ai micronutrienti presenti nel suolo di non essere dilavati con le piogge e, inoltre, mantengono la stabilità del terreno, evitandone l’erosione.

5. Rotazione delle diverse coltivazioni. Se una stessa coltivazione viene ripetuta, anno dopo anno, nella stessa area, facilmente si verificherenno patologie e attacchi da parte di insetti. Rotando le diverse coltivazioni in diverse aree della fattoria, questi problemi sono evitati. Inoltre, un determinato tipo di pianta può avere bisogno di uno specifico nutriente, che tenderà a esaurirsi nel tempo. Spostando quella determinata coltivazione in un’altra area, si permette la ricostituzione di quel nutriente. Oltre a ciò, periodicamente, un determinato terreno viene lasciato libero, in stato dormiente, al fine di riposare prima dei prossimi cicli di coltivazione.

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