Autore Laura Ruggeri :: 3 Dicembre 2015

L'inquinamento atmosferico è responsabile di oltre 430 mila morti in Europa, stando a dati dell'AEA, Agenzia europea dell'ambiente

430 mila morti a causa dell'inquinamento in Europa

L'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) ha pubblicato una relazione in cui rivela che sarebbero più di 430 mila in Europa i casi di morte per inquinamento atmosferico. Una cifra enorme che fa riferimento a decessi per patologie respiratorie e tumore. I dati sono stati raccolti attraverso stazioni di monitoraggio presenti in tutta Europa. Il 90% circa delle persone che vivono in città è esposto ad agenti inquinanti presenti nell'aria. Le concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) e quelle di ozono troposferico superano molto spesso i limiti stabiliti dall'OMS.

È quanto è emerso dalla relazione “Qualità dell'aria – rapporto 2015”, che rivela anche che in Italia le morti da smog sarebbero oltre 84 mila nell'anno 2012.
Ma quali sono i killer silenziosi presenti nell'aria?

Le micropolveri sottili o PM 2.5, causa di 59.500 morti

Il biossido di azoto responsabile di 21.600 decessi

L'ozono che determina 3.300 morti

Il direttore esecutivo di AEA, Hans Bruyninckx, ha affermato: “Nonostante i miglioramenti continui degli ultimi decenni, l'inquinamento atmosferico incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l'aspettativa di vita”.

L'impatto economico causato dallo smog è notevole: al crescere delle malattie legate all'inquinamento, infatti aumentano le spese sanitarie. Inoltre, la perdita dei giorni di lavoro delle persone ammalate riduce la produttività.

Oltre al danno sociale, si aggiunge anche quello ecologico. L'aumento della concentrazione di ammoniaca nell'aria, derivante dagli ossidi di azoto e dall'ammoniaca, danneggia anche le piante e gli ecosistemi per la cosiddetta eutrofizzazione. Si tratta di un processo di arricchimento, in particolare delle acque, di nutrienti come azoto e fosforo, che determina la crescita incontrollata di certe specie vegetali a discapito di altre riducendo la biodiversità.

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