Autore Laura Ruggeri :: 24 Ottobre 2015

Dibattito aperto sull'esistenza di un conflitto di interesse nel mestiere del nutrizionista, che dovrebbe informare liberamente sulla dieta da seguire, senza essere al contempo consulente di una azienda alimentare

Nutrizionisti e conflitto di interesse

Se il nutrizionista è anche consulente per un'azienda di produzione alimenti come ad esempio biscotti o altri dolci, come è possibile fidarsi del suo parere? Come è possibile considerarlo avulso dai condizionamenti derivanti dal suo secondo mestiere? Il dibattito è partito da una denuncia portata avanti da Il Fatto Alimentare, sito specializzato che invita i professionisti del settore nutrizione a fare chiarezza circa le loro collaborazioni e i loro legami con aziende produttrici di cibi. Si tratta di trasparenza e correttezza, ha dichiarato Roberto La Pira, direttore del sito, che ha pubblicato una lettera aperta inviata alla stampa. Il consumatore è tenuto a sapere di eventuali secondi incarichi del nutrizionista.

Spesso, infatti, è accaduto che noti nutrizionisti abbiano espresso pareri poco chiari su alimenti come le merendine per bambini, affermando che in piccole quantità possono essere consumate ed anzi possono essere utili a bambini che praticano sport. Secondo La Pira, la scarsa trasparenza è da imputare al fatto che famosi nutrizionisti dai pomposi curricula siano anche consulenti di aziende produttrici di cibi non proprio sani come bevande gasate e merendine.

L'auspicio di La Pira è che da un lato i professionisti indichino il loro eventuale doppio ruolo e dall'altro che i nutrizionisti indipendenti, quelli non legati ad alcuna azienda, siano più ascoltati e intervistati.

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