Autore Redazione :: 16 Novembre 2015

La storia di una scrittrice canadese e la sua scelta vegana per sé e per il figlio: Miriam Porter si racconta dal Washington Post

Miriam Porter con il figlio Noah

La scrittrice canadese Miriam Porter sulle pagine del Washington Post ha risposto alla recente dichiarazione dell'OMS circa la cancerogenicità delle carni lavorate. Per lei si è trattato di una conferma. Infatti, la donna e il suo bambino, Noah, seguono una dieta vegana, di cui la scrittrice freelance si è dichiarata soddisfatta.

La Porter ha affermato che nelle dichiarazioni dell'OMS non c'era nessuna novità sconvolgente. Per aiutare anche altre persone a seguire una dieta vegana ha suggerito alcune varianti alimentari al consumo di carne. Spesso queste sono molto più economiche e convenienti dei prodotti a base di carne. Ha menzionato alcuni marchi di riferimento per acquistare prodotti alternativi alla carne. Tra questi, Tofurky, nome che deriva dalla combinazione tra la parola tofu e la parola turkey (tacchino in italiano) vende salsicce, hamburger e arrosti a base di soia. Infatti, spesso l'abbandono di cibi derivanti dagli animali può far paura. Ma le alternative, gustose e sane al contempo, esistono. Niente panico, afferma la scrittrice.

Il suo bambino segue una dieta vegana, non imposta dalla madre. “Se i bambini sapessero la verità su come sono trattati gli animali negli allevamenti intensivi, se conoscessero la provenienza della pancetta o ancora se fossero informati su quanto soffrono gli animali per permettere a noi di consumare carne, sceglierebbero autonomamente di mangiare solo vegetali”, afferma Miriam Porter. Purtroppo c'è molta disinformazione degli adulti, che spesso comunque preferiscono non sapere o, peggio, illudersi di sapere. Mentre per una scelta consapevole è necessario conoscere cosa c'è dietro l'hamburger fumante nel piatto e magari preferirne uno a base di soia.

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