Autore Laura Ruggeri :: 16 Novembre 2015

Un'alimentazione senza glutine ha davvero senso per tutti? E perché farla?

Dieta senza glutine

Negli ultimi cinque anni sono esplose le vendite di alimenti senza glutine, con un +34% raggiunto ogni anno e un giro d'affari che ammonta a 973 milioni di dollari. Ma ha davvero senso per tutti eliminare il glutine dalla propria alimentazione?

La celiachia è una malattia autoimmune, che colpisce in particolar modo l'intestino tenue. A scatenare i sintomi è l'ingestione di una lipoproteina, il glutine, presente principalmente nel grano e nell'orzo. Nei soggetti affetti da celiachia, questa proteina determina una risposta anomala da parte del sistema immunitario, con la formazione di auto-anticorpi che distruggono i villi intestinali, determinando infiammazione e causando malassorbimento dei nutrienti. Le conseguenze di questa distruzione si rendono manifeste in sintomi quali, ad esempio, diarrea e calo ponderale. Le persone affette da tale patologia devono evitare gli alimenti contenenti glutine.

Gli alimenti da eliminare sono numerosi, tra cui:
• Pane
• Cereali
• Pasta
• Prodotti da forno
• Birra

Fortunatamente oggi esiste una grande varietà di prodotti senza glutine.

È stato registrato negli ultimi anni un incremento dei casi di celiachia. Le conoscenze a riguardo sono notevolmente aumentate: i criteri diagnostici sono più mirati e precisi; vi è molta più informazione non solo tra i professionisti del settore. Attualmente la celiachia colpisce negli Stati Uniti l'1% della popolazione. Ma recenti sondaggi indicano come il 30% della popolazione americana abbia intrapreso un regime alimentare privo di glutine, nonostante non ne abbia affatto bisogno.

Nell'opinione pubblica si è diffusa la falsa percezione che sia meglio evitare il glutine a prescindere. Ciò non è solo dannoso per le finanze, poiché i prodotti gluten-free sono costosi, ma anche per la salute, per il rischio di incorrere in carenze nutrizionali di fibre, carboidrati, ferro, calcio e folati del tutto evitabili.

Numerose persone dichiarano però di sentirsi meglio evitando il glutine, pur non essendo celiache. In alcuni di questi casi, la causa potrebbe risiedere nella cosiddetta “sensibilità al glutine”, su cui la scienza deve ancora indagare a fondo. Si tratta di un disagio che ancora non ha una sua diagnosi in campo medico. Mancano tutte le necessarie validazioni della ricerca scientifica. Ma una delle motivazioni finora note del disagio percepito, nella sensibilità al glutine, sta nella presenza di determinati zuccheri nel grano, nell'aglio o nelle mele, per fare qualche esempio, difficilmente assorbibili da parte dell'intestino tenue con conseguenti difficoltà e sintomi legati a una cattiva digestione.

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